Barbara Bouchet, a ottantadue anni, torna a calcare il grande schermo con un ruolo che rappresenta un punto di svolta nella sua lunga carriera. L'attrice italiana sarà protagonista di "Finale: allegro", il nuovo film di Emanuela Piovano in uscita il 9 aprile, dove per la prima volta interpreta una donna anziana affrontando tematiche raramente esplorate nel cinema italiano, da quella legata all'invecchiamento all'omosessualità fino all'eutanasia.
In un'intervista esclusiva, Bouchet ha ripercorso i momenti cruciali della sua carriera durante gli anni d'oro di Hollywood, quando il suo fascino l'ha portata a lavorare con alcune delle più grandi stelle del cinema mondiale. Ha rivelato aneddoti affascinanti sui suoi incontri professionali, in particolare con Warren Beatty e Steve McQueen, raccontando episodi che mettono in luce come spesso il talento femminile venisse relegato a ruoli stereotipati. Con Beatty, l'attrice ha dovuto dimostrare personalità e forza di carattere, mentre McQueen nutriva aspettative ben diverse dalle sue ambizioni professionali.
La vida di Bouchet non è stata priva di difficoltà. Un'infanzia complicata ha rappresentato la base su cui ha costruito la sua resilienza, una qualità che le ha permesso di navigare gli ambienti competitivi e frequentemente ostili dell'industria cinematografica internazionale. Nonostante le sfide, ha sempre considerato la famiglia come il suo ancoraggio principale, un valore che ha preservato nel corso dei decenni.
Questo nuovo progetto rappresenta una dichiarazione di intenti: Bouchet rifiuta di scomparire dai riflettori semplicemente perché gli anni passano. "Finalmente un ruolo da anziana", ha sottolineato, enfatizzando come troppo spesso il cinema ignori completamente le storie autentiche della vecchiaia. "Finale: allegro" promette di rompere questo silenzio, affrontando questioni etiche e sociali con la serietà e la profondità che meritano, grazie anche alla regia sensibile di Emanuela Piovano.