Federica Pala continua a costruire una carriera sorprendentemente consapevole per la sua giovane età. Dopo il debutto accanto ai fratelli D'Innocenzo nel film "America latina" presentato a Venezia e il ruolo di Sarah Scazzi nella serie "Qui non è Hollywood", l'attrice diciottenne si cimenta con una nuova sfida: interpretare Nicole, una ragazza di quindici anni che affronta la bulimia nervosa nel film "Qualcosa di lilla", in programmazione su Rai 1 il prossimo 2 aprile.

La storia, scritta da Maruska Albertazzi sulla base della sua esperienza personale e diretta da Isabella Leoni, affronta il tema dei disturbi alimentari attraverso il racconto intimo di un'adolescente segnata da genitori separati, isolamento sociale e profonda insicurezza. Nicole trasforma il cibo in arma contro sé stessa, rappresentando una realtà che colpisce milioni di persone nel nostro paese, sebbene la bulimia rimanga spesso invisibile agli occhi di chi circonda chi ne soffre.

Nella costruzione del personaggio, Pala ha lavorato a stretto contatto con la regista, che descrive come una figura rassicurante in set, e ha condotto ricerche approfondite sulla patologia. "Era fondamentale raccontarla con precisione clinica e dignità," ha spiegato l'attrice, che ha sfruttato la sua prossimità anagrafica ai dilemmi adolescenziali per dare autenticità alla performance. La sua generazione conosce bene questi problemi: molti coetanei ne sono affetti, anche se spesso il malessere rimane silenzioso.

Secondo le stime mediche, i disturbi alimentari colpiscono circa quattro milioni di italiani, anche se gli esperti concordano che il numero reale sia considerevolmente superiore a causa dei casi non diagnosticati. Un fenomeno che si è aggravato significativamente durante e dopo la pandemia da Covid, interessando sia ragazze che ragazzi. Se l'anoressia è relativamente facile da individuare, la bulimia mantiene caratteristiche ancora più difficili da riconoscere, tanto che viene definita il "disturbo fantasma". "La consapevolezza sta crescendo gradualmente," commenta Pala, "ma resta ancora molto da fare sul fronte della prevenzione e dell'educazione."

Il film si rivolge primariamente ai genitori, che spesso non riconoscono i segnali di malessere nei figli. La stessa famiglia dell'attrice, pur consapevole dell'esistenza di questi disturbi, ha approfondito la comprensione dopo aver letto la sceneggiatura e ascoltato i racconti dal set. Un elemento che sottolinea come la rappresentazione cinematografica di questi temi possa fungere da ponte di comunicazione all'interno dei nuclei familiari, aprendo dialoghi complessi e talvolta evitati.

Prima di diventare un volto della serialità d'autore italiana, Pala ha cominciato la sua esperienza televisiva da bambina come figurante a "C'è posta per te", il celebre show di Maria De Filippi, dove lanciava petali di fiori. Un percorso che traccia la sua evoluzione da comprimaria anonima a interprete capace di affrontare storie profonde e socialmente rilevanti.