Uno strumento affascinante che merita più spazio nei palcoscenici prestigiosi: con questo principio nasce Roma Guitar Series, la nuova rassegna concertistica che l'Istituzione Universitaria dei Concerti ha voluto realizzare insieme al curatore Gian Marco Ciampa. L'iniziativa rappresenta un'occasione per celebrare la ricca storia della chitarra, il suo peso culturale e le infinite possibilità espressive che racchiude, nonostante lo strumento continui a trovarsi ai margini delle stagioni sinfoniche e cameristiche tradizionali.

Tre appuntamenti animeranno la Sala Caetani di viale Mazzini, ciascuno con un profilo artistico distintivo e una proposta sonora affatto scontata. L'inaugurazione spetta a Julia Trintschuk, chitarrista tedesca di giovane età ma già consacrata dalla vittoria di importanti competizioni internazionali. Nel primo concerto, in programma il 27 marzo alle 20:30, Trintschuk presenterà un repertorio composito che abbraccia la musica latinoamericana fino alle atmosfere di Astor Piazzolla, accomunate da una forte intensità emotiva.

A seguire, il 10 aprile sempre alle 20:30, il palcoscenico ospiterà il debutto romano del duo formato da Gian Marco Ciampa e Pietro Locatto, entrambi musicisti di spessore riconosciuto nel panorama internazionale. I due interpreti guideranno il pubblico attraverso una traversata musicale che collega la Spagna alla Francia, proponendo trascrizioni originali di composizioni di maestri quali Albéniz, Moreno-Torroba, de Falla, Turina, Debussy e Ibert.

La rassegna si concluderà il 16 aprile alle 20:30 con il chitarrista australiano Campbell Diamond, reduce da vittorie in prestigiosi concorsi internazionali. Il suo programma spazierà dalle eleganze barocche fino ai linguaggi contemporanei del Novecento, passando per i colori vibranti della musica popolare brasiliana, tracciando un percorso che testimonia la versatilità dello strumento.

Tre serate dedicate agli appassionati di chitarra classica e a chi desideri scoprire la profondità di uno strumento spesso relegato alla sola dimensione del folk o del rock, ma che in realtà possiede un patrimonio concertistico vastissimo e ancora largamente sottovalutato nel circuito delle grandi stagioni europee.