Nel cinquantesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini e Maria Callas, il Teatro Municipale di Piacenza accende i riflettori su uno dei legami più controversi della cultura italiana del Novecento. Il 27 e 29 marzo andrà in scena per la prima volta assoluta 'Cronaca di un amore. Callas e Pasolini', una nuova commissione operistica che mescola il rigore musicale con la biografia dei due giganti del cinema e della lirica.

L'opera è frutto della collaborazione tra il compositore ventiseienne Davide Tramontano, originario di Piacenza, e il critico musicale Alberto Mattioli per il libretto. Una coproduzione che coinvolge oltre al Teatro piacentino anche la Fondazione Haydn di Bolzano e Trento e il Teatro Comunale di Bologna, con la direzione musicale affidata a Enrico Lombardi e l'Orchestra Filarmonica Italiana. La regia è stata curata da Davide Livermore e Mercedes Martini. Nel cast principale figurano Carmela Remigio nel ruolo di Maria Callas, Bruno Taddia come Pasolini, Caterina Meldolesi nella parte della Madre e Didier Pieri nel ruolo del Ragazzo.

Al centro della narrazione c'è quell'incontro profondo e destinato all'insuccesso tra la leggendaria cantante lirica e il regista poeta, avvenuto nel 1969 sul set del film Medea. Callas, pur manifestando forti resistenze verso il cinema, decise di affidarsi alla visione pasoliniana, sottoponendosi a riprese senza sosta e senza l'ausilio di controfigure. Il loro rapporto catalizzò l'interesse dei media e diventò emblematico di un'epoca turbolenta.

Tramontano ha concepito la musica non come accompagnamento narrativo, bensì come elemento vivente e indipendente. L'orchestra assume nel progetto artistico una funzione duplice: commenta gli avvenimenti in scena e vi si oppone contemporaneamente, generando un dialogo costante fra le voci e gli strumenti. La struttura musicale si modella sui sentimenti dei personaggi, tracciando le curve del desiderio e trasfigurando ricordi e silenzi in dimensione sonora.

L'opera oltrepassa la semplice ricostruzione di fatti storici, elevandosi a meditazione universale sui tormenti dell'amore impossibile, sulla fragilità della comunicazione umana e sulla ricerca di connessione al di là dei vincoli sociali. Il risultato è un duplice ritratto psicologico che mostra tanto la forza quanto la vulnerabilità di due personalità straordinarie rimaste segnate da un'attrazione che il mondo non era pronto a comprendere.