La musica italiana perde una figura silenzioso ma fondamentale. Fernando Fera, chitarrista e compositore nato a Catanzaro nel 1952, è scomparso ieri sera a Roma dopo una carriera che l'ha visto protagonista dietro le quinte di alcuni dei più importanti programmi televisivi del nostro Paese. A soli 73 anni, Fera lascia un'eredità musicale che ha accompagnato milioni di telespettatori italiani senza ricevere sempre il riconoscimento che meritava.
Il suo percorso musicale inizia giovanissimo, spinto da una passione nata intorno ai 14 anni in modo autodidatta. Nonostante la famiglia lo avesse avviato verso studi universitari – prima una breve esperienza al conservatorio, poi medicina che abbandonò dopo soli due anni – Fera non ha mai smesso di inseguire la sua vera vocazione. Negli anni Settanta diventa co-fondatore dell'Alberomotore, ensemble romano di rock progressivo che rappresenta una delle esperienze più significative della sua giovinezza artistica. Con il gruppo, che beneficiò anche del supporto del musicista Ricky Gianco, pubblicò l'album "Il grande gioco" prima di una successiva pausa dalla scena.
Da lì in poi, il suo ruolo cambia: da musicista di band a professionista polivalente. Fera si distingue come sessionman apprezzato e soprattutto come compositore di musiche per il piccolo schermo. Nel 1981 realizza un disco solista, l'LP "Fernando Fera Group", che racchiude undici composizioni tra pop e library music. Ma è con la televisione che il suo nome si lega maggiormente al pubblico italiano: collabora con Maurizio Costanzo al programma "Buona Domenica" tra il 1985 e il 1987, prosegue con il "Maurizio Costanzo Show" e lavora con Stefano Disegni ai programmi "Lupo Solitario" e "L'Araba Fenice" su Italia 1. Quest'ultimo lo vede creatore della sigla di chiusura, una versione invertita dell'Internazionale che diventa un tormentone riconoscibile.
Nelle ultime stagioni della sua carriera, Fera non abbandona il suo universo televisivo: entra nello staff di "Italia's Got Talent" come consulente musicale, confermando una dedizione al mestiere che non conosce pensionamento. Nei momenti liberi, la chitarra rimane sempre la sua compagna fedele. Ha scritto anche la colonna sonora del film "Operazione Rosmarino" nel 2001, dimostrando come la sua versatilità artistica sconfinasse oltre i confini della televisione.
I funerali di Fernando Fera si terranno sabato 28 marzo alle 15 nella chiesa di San Pio X in Piazza Balduina a Roma. Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un musicista colto, capace di muoversi tra generi disparati con la medesima competenza – dai Beatles a Bach, dal rock classico alla musica leggera – e come un professionista discreto che ha preferito stare dietro le quinte piuttosto che ai riflettori, lasciando però tracce indelebili nella memoria collettiva televisiva italiana.