Arriva sulla piattaforma MYmovies ONE un'opera affascinante e introspettiva che sfida il confine tra il mondo dei vivi e quello dei defunti. "Spirit World - La festa delle lanterne" è il nuovo progetto del regista Eric Khoo, che propone una riflessione profonda su temi quali la perdita, il dolore e i rapporti familiari spezzati attraverso una narrazione che mescola il reale con il sovrannaturale.

Al centro della vicenda troviamo Claire, una celebre artista francese ormai prossima agli ottanta anni, tormentata dal lutto per la morte della figlia. Sentendo che la fine si avvicina, decide di tornare a esibirsi una ultima volta in un teatro di Tokyo, luogo che rappresenta insieme una sfida personale e un ritorno alle origini della sua carriera. Parallelamente, Yuzu, un anziano musicista che ha sempre ammirato Claire, muore prima di poter assistere al concerto che attendeva da tempo. Suo figlio Hayato, regista bloccato da una profonda crisi creativa, prende il suo posto in platea. Poco dopo lo spettacolo anche Claire scompare, e i due spiriti si incontrano nel limbo tra i mondi.

Khoo costruisce un dramma dai toni essenziali e quasi claustrofobici, dove la grandezza di Tokyo si dissolve in una messa in scena spoglia, simile a quella di un teatro vuoto. I personaggi principali, ancora in vita, sono già descritti come "morti tra i viventi": combattono contro la depressione e il vuoto esistenziale come fossero presenze intangibili circondate da estranei. La lotta invisibile contro questi demoni interiori rappresenta il vero nucleo tematico dell'opera.

Catherine Deneuve presta il volto a un personaggio ossessionato dal declino della propria carriera e dall'invecchiamento professionale. Accanto a lei, Masaaki Sakai - attore, cantante e specialista di arti marziali, nonché ex componente della celebre band surf rock The Spiders - incarna Yuzu come una sorta di doppio spettrale. La recitazione raffinata e il dialogo minimale trasformano il film in un esercizio di sottrazione narrativa, dove ogni elemento è calcolato per stimolare la riflessione dello spettatore piuttosto che fornire facili risposte.

Il lungometraggio si pone dunque come un'opera di sfida ai confini della realtà narrativa, indagando come il teatro della vita continui a rappresentarsi anche dopo la morte fisica. La poesia risiede proprio nel limbo tra questi due mondi, nel dialogo silenzioso tra chi è rimasto e chi se n'è andato, nella ricerca di redenzione attraverso la memoria e la musica.