Una scossa importante alla struttura organizzativa del CAMeC – Centro d'Arte Moderna e Contemporanea della Spezia. A distanza di circa diciotto mesi dalla riapertura del museo e dall'avvio della nuova stagione nata dalla collaborazione tra l'Amministrazione comunale e la Fondazione Carispezia, l'istituzione spezzina ha deciso di ripensare completamente il proprio assetto dirigenziale, abbandonando lo schema della direzione centralizzata per abbracciare un modello organizzativo basato sulla condivisione di compiti e responsabilità.
La nuova struttura di governo culturale del museo si articola su due direttrici. Da una parte si trova un comitato scientifico composto da sette personalità di rilievo, il quale avrà il compito di orientare le scelte di carattere artistico e di ricerca; dall'altra parte opera un comitato tecnico-amministrativo, incaricato della gestione operativa e degli aspetti burocratici della struttura. Questa divisione mira a favorire una distribuzione equilibrata dei poteri decisionali, creando così un ecosistema gestionale che punti sul dialogo tra diverse competenze e sensibilità.
Guidando il comitato tecnico troviamo l'avvocato Giacomo Bei, il quale ha sottolineato l'importanza strategica di questa trasformazione organizzativa. "La costituzione del Comitato Scientifico, con i suoi sette componenti di prestigio, rappresenta un momento cruciale nel percorso di valorizzazione che il CAMeC ha intrapreso dal 2024," ha dichiarato Bei. "Questo organismo funge da luogo di incontro tra diverse competenze scientifiche, prospettive e sensibilità, tutte convergenti verso l'obiettivo condiviso di valorizzare il patrimonio artistico conservato e promuovere la ricerca nell'ambito dell'arte contemporanea."
La scelta di un modello collegiale rappresenta una risposta organizzativa innovativa nel panorama dei musei italiani. Piuttosto che concentrare il peso decisionale in capo a un'unica figura di vertice, l'istituzione spezzina opta per una soluzione che enfatizza il confronto sistematico e la pluralità delle visioni, favorendo un approccio più inclusivo alla programmazione culturale e alla gestione complessiva della struttura.
Questa riorganizzazione giunge a conclusione di un biennio significativo per il museo: dalla riapertura alla definizione del nuovo corso strategico, fino al consolidamento della partnership tra i soggetti pubblici e la fondazione bancaria. Il passaggio a una governance di tipo collegiale suggerisce un'istituzione che intende costruire il proprio futuro attraverso il coinvolgimento strutturato di diverse competenze specialistiche, puntando su stabilità e visione condivisa piuttosto che su leadership personalizzate.