Cento anni dalla scomparsa di uno dei maestri della pittura italiana del Novecento: la Fondazione Ragghianti di Lucca celebra Emilio Malerba, artista milanese scomparso prematuramente nel 1926 all'età di soli quarantotto anni, con una retrospettiva che ne ripercorre l'intera vicenda artistica. L'esposizione rappresenta un'occasione rara per scoprire e approfondire l'opera di una figura di primo piano nel panorama culturale italiano del primo Novecento, troppo spesso relegata ai margini della storiografia dell'arte contemporanea.
La mostra, affidataalla direzione scientifica di Paolo Bolpagni, responsabile della Fondazione, e della storica dell'arte Elena Pontiggia, realizzatrice della monografia più autorevole su Malerba, si articola attraverso un percorso che abbraccia i momenti decisivi della sua carriera artistica. Realizzata in collaborazione con l'Archivio Malerba di Monza, l'esposizione racchiude numerose tele, documenti storici e manifesti originali appartenenti all'epoca della Belle Époque, offrendo così una panoramica completa del contesto in cui si è sviluppato il genio dell'artista.
Nato a Milano nel 1878, Malerba si afferma come uno dei sette pittori fondamentali del movimento Novecento, il cui sviluppo artistico raggiunge il culmine negli anni che vanno dal 1916, quando iniziano a manifestarsi le prime anticipazioni dello stile novecentesco, fino al 1925, ossia all'anno precedente la morte. L'ultima personale dedicata a Malerba risale ad aprile-maggio del 1931, presso la Galleria del Milione di Milano, rendendo questa retrospettiva lucchese un evento di assoluta importanza per chi desideri comprendere appieno la sua eredità artistica.
Secondo la storica Pontiggia, l'opera di Malerba si caratterizza per un approccio profondamente intimista, dove dettagli apparentemente marginali si rivelano veicoli di una psicologia complessa e di una ricerca dei sentimenti più reconditi. Protagonista indiscussa dei suoi quadri è la figura femminile, colta nella quotidianità più riservata e privata, trasformata dal pennello del pittore in riflessione sulla natura umana e sulla complessità emotiva dell'esistenza. La mostra si conclude con alcune opere dei compagni di avventura artistica di Malerba nel movimento Novecento, permettendo al visitatore di comprendere le dinamiche e i dialoghi che caratterizzavano questo straordinario capitolo della storia dell'arte italiana.
Un'occasione imperdibile per riscoprire un maestro il cui contributo alla modernità artistica italiana meriterebbe ben maggior riconoscimento nel dibattito critico contemporaneo.