Artemisia Gentileschi non è più soltanto una nota storica nei manuali di storia dell'arte. La pittrice romana nata nel 1593 è diventata negli ultimi mesi una delle figure più celebrate dal mercato dell'arte e dalle istituzioni culturali internazionali. A gennaio scorso, il suo Autoritratto come Santa Caterina d'Alessandria è stato battuto all'asta presso una casa d'aste newyorchese per la cifra impressionante di 5,7 milioni di dollari, confermando il crescente interesse dei collezionisti verso quest'artista straordinaria che quattro secoli fa osò raccontare pubblicamente la propria esperienza di violenza.
La riscoperta non si limita ai record economici. Importanti istituzioni museali hanno intensificato la loro attenzione verso l'opera di Gentileschi: la National Gallery of Art di Washington ha recentemente acquisito la Maddalena in estasi, mentre numerose mostre monografiche continuano a essere organizzate in tutta Italia e nel resto d'Europa. Questi segnali convergono verso un'unica direzione: il riconoscimento di Artemisia come prima artista donna di rilievo nella storia dell'arte europea moderna.
A coronare questo straordinario momento di rivalutazione arriva ora la pubblicazione del volume Artemisia per l'editore Scripta Maneant, una monografia pensata come tributo più completo finora dedicato alla pittrice. L'opera, curata dalla storica dell'arte Asia Graziano, contiene capolavori precedentemente sconosciuti, opere provenienti da collezioni private e materiale fotografico esclusivo. Non si tratta di un semplice catalogo illustrato: il libro indaga in profondità il contesto intellettuale, letterario e scientifico che circondò Artemisia nelle città dove operò – Roma, Firenze, Venezia, Londra e Napoli – restituendo importanza alle committenze internazionali spesso ignorate.
Un aspetto particolarmente rilevante del progetto editoriale riguarda la voce diretta della pittrice. Attraverso una selezione commentata della sua corrispondenza, Artemisia parla di sé come donna determinata e consapevole, capace di gestire la propria carriera con intelligenza strategica. Le lettere indirizzate a Galileo Galilei e ai principali committenti dell'epoca offrono uno spaccato affascinante della sua personalità e della sua abilità negli affari artistici.
Alla realizzazione del volume hanno collaborato studiosi di fama internazionale. Sheila Barker ha affidato all'opera i risultati dei suoi decennali studi su Gentileschi già pubblicati in monografie e cataloghi specializzati. Gregory Buchakjian, direttore della Scuola di Arti Visive dell'Académie Libanaise des Beaux-Arts di Beirut, ha curato l'attribuzione dei dipinti Ercole e Onfale e della Maddalena conservati a Palazzo Sursock. Completa la squadra Claudio Strinati, già alla guida del Polo Museale Romano. La combinazione di questi contributi promette di offrire un ritratto a tutto tondo di un'artista che, dopo secoli di oblio relativo, continua a insegnare agli spettatori contemporanei il significato della resilienza e della bellezza.