Steve Carell ritrova il piccolo schermo con una nuova commedia che promette di mixare l'umorismo e la sensibilità emotiva che hanno caratterizzato i suoi maggiori successi. A sessantatre anni, dopo tre decenni e mezzo nel mondo dello spettacolo, l'interprete di Michael Scott in The Office si prepara a un nuovo capitolo della sua carriera con la serie Rooster, disponibile su HBO Max dal prossimo 8 marzo. La produzione è stata scritta da Matt Tarses e Bill Lawrence, il medesimo creativo dietro il successo di Ted Lasso e della più recente Shrinking.
Nella nuova avventura televisiva, Carell interpreta Greg, un autore best-seller i cui volumi sono onnipresenti negli scaffali di stazioni ferroviarie e aeroporti. Il suo universo personale si complica quando viene invitato a tenere una lezione universitaria, occasione che usa per controllare come sta sua figlia Katie, insegnante dello stesso ateneo e in piena crisi matrimoniale dopo il tradimento del marito collega. Da questo incontro scaturisce una cascata di situazioni sempre più grottesche che costringeranno il padre a restare nel campus ben più a lungo del previsto. Al fianco di Carell figura Charly Clive nei panni della figlia.
Durante un'intervista, Carell ha sottolineato come il personaggio di Michael Scott rimanga parte integrante della sua identità artistica nonostante gli anni trascorsi. L'attore ha dichiarato che lavorare con Lawrence e Clive è stata una motivazione fondamentale per accettare il progetto. Carell ha inoltre rivelato un aneddoto toccante legato alla propria esperienza personale: avendo una figlia dell'età simile a quella del personaggio interpretato da Clive, gli scrittori Lawrence e Tarses hanno attinto a questa dimensione paterna per costruire scene autentiche e significative.
Care l ha raccontato che durante le riprese si è creata una sinergia particolare con la giovane attrice, tanto da coinvolgere anche sua figlia come assistente ai lavori di produzione. Gli autori, entrambi padri, hanno sfruttato questa comunanza di esperienze familiari per tessere il tessuto emotivo della serie. In uno dei momenti più significativi, Carell ha confessato un lapsus involontario durante una scena in cui avrebbe dovuto esprimere disponibilità incondizionata per il personaggio di Katie: il suo istinto paterno gli ha fatto pronunciare il nome della figlia vera.
La carriera di Carell è nota per oscillare tra il comico e il drammatico. Dopo aver conquistato il grande pubblico con film come 40 anni vergine e Crazy, Stupid, Love, ha dimostrato la propria versatilità affrontando ruoli più seri, come quello in Foxcatcher, che gli ha valso l'unica candidatura agli Academy Awards della sua carriera. Rooster rappresenta dunque un ritorno al genere che lo ha consacrato, coniugando le potenzialità comiche con una profondità narrativa ormai sua caratteristica distintiva.