Ornella Muti festeggia i 71 anni con un'iniziativa che coniuga moda e consapevolezza ambientale. Insieme a Naike Rivelli, sua figlia e socia dell'impresa, ha lanciato No Moo, una collezione di scarpe quotidiane completamente priva di derivati animali. Il progetto vede oggi il debutto ufficiale sulla piattaforma e-commerce, segnando un passo concreto verso uno stile di consumo più responsabile.
L'idea nasce da un'osservazione semplice ma significativa: nel mercato del lusso esistono opzioni vegane di rilievo, come quelle firmate Stella McCartney, ma rimangono fuori dalla portata della maggior parte delle persone sia economicamente che in termini di praticità d'uso quotidiano. "Ci siamo chieste perché non potessimo creare una scarpa vegana bella, comoda e accessibile", spiega Muti in un'intervista ai nostri colleghi dell'ANSA. L'attrice, da sempre orientata verso scelte consapevoli dal punto di vista salutistico e ambientale, affianca una dieta vegetariana quasi vegana, mentre la figlia ha abbracciato pienamente questo stile di vita.
La prima collezione è realizzata interamente con materiali upcycled, cioè recuperati e rigenerati da indumenti usati. Il modello di circolarità non si ferma alla produzione: i clienti potranno restituire le scarpe consumate all'azienda per riceverne un paio nuovo. La prossima linea evolverà ulteriormente il concetto, utilizzando scarti vegetali come base costruttiva. "Viviamo in un momento dove ciascuno dovrebbe ampliare la propria consapevolezza", sottolinea Muti, riferendosi al contesto globale segnato da conflitti, sfruttamento ambientale e produzione tessile inquinante.
Quando le viene chiesto se gesti individuali possano realmente incidere in un mondo attraversato da crisi strutturali, l'attrice risponde affermando che il benessere personale e quello collettivo sono indissolubilmente legati. Nel suo ragionamento, allude a questioni di portata globale e a contraddizioni sistemiche, evidenziando come l'assenza di responsabilità su certi fronti contrasti con la severità su altri. "Se tutti fossero consapevoli e si interrogassero, avremmo una società diversa", conclude, pur ammettendo l'incertezza sull'esito effettivo di tali sforzi. L'importante, secondo Muti, rimane il tentativo stesso di agire eticamente in un contesto complesso.