Trasformare la forza bruta in grazia e raffinatezza: questo il sottile messaggio che 'Titizé - Un sogno veneziano' consegna al pubblico romano in questi tempi segnati dalla violenza. Lo spettacolo, firmato dal regista Daniele Finzi Pasca con le musiche di Maria Bonzanigo, è approdato al Teatro Olimpico dell'Accademia Filarmonica Romana registrando cinque serate con il cartello esaurito. Un risultato che testimonia quanto il pubblico capitolino apprezzi questa forma di teatro che mescola circo, danza e arte visiva in una ricetta dalla straordinaria potenza evocativa.
Nato al Teatro Goldoni di Venezia nell'estate del 2024, lo spettacolo rappresenta una produzione congiunta della Compagnia Finzi Pasca, del Teatro Stabile del Veneto e della compagnia Gli Ipocriti di Melina Balsamo. In poco tempo ha accumulato 185 repliche diffuse tra Italia, Svizzera, Francia, Ungheria, Azerbaijan e Slovenia. Dietro le quinte lavorano il costumista Giovanna Buzzi, lo scenografo Hugo Gargiulo e il lighting designer Pietro Maspero, mentre dieci interpreti portano in scena un'ora e mezzo di pura meraviglia.
Lo spettacolo attinge dalla tradizione veneziana e dalla commedia dell'arte, evocando Arlecchini e Pulcinella attraverso una chiave contemporanea e ironica. Gli acrobati si muovono tra trapezi sospesi, proiezioni luminose e macchinari scenici sofisticati che creano situazioni oniriche: pesci che volano, performer appesi per i capelli o per i piedi, equilibri che sembrano sfidare le leggi della fisica. Le luci laser modellano spazi illusori mentre la musica, eseguita anche con un'affascinante glassharmonica fatta di bicchieri di cristallo, accompagna ogni movimento.
Daniele Finzi Pasca spiega la filosofia alla base del progetto: 'Cercare l'equilibrio è il modo più antico per interrogarci sulle cose più profonde'. Un concetto che assume un valore particolarmente significativo nel contesto geopolitico contemporaneo, dove la ricerca dell'eleganza e della leggerezza si contrappone consapevolmente alle logiche della forza bruta e della distruzione. Il titolo stesso, 'titizé', richiama in veneziano il suono di 'tu sei', coinvolgendo direttamente lo spettatore in questa riflessione.
Lo spettacolo tornerà al Goldoni di Venezia dall'8 al 20 settembre per la terza stagione, ma prima affronterà nuove date in Francia e una tournée messicana da aprile a giugno. Una circolazione internazionale che testimonia come questo linguaggio teatrale, pur radicato nella cultura veneziana, possieda una dimensione universale capace di parlare a pubblici diversi e di trasmettere un messaggio di humanitas e di bellezza che, in un momento storico complesso, rappresenta un dono più che mai necessario.