Nel primo fine settimana di primavera torna l'appuntamento più atteso dagli appassionati di storia e cultura italiana: le Giornate Fai di Primavera raggiungeranno la loro trentaquattresima edizione sabato 21 e domenica 22 marzo. L'iniziativa del Fondo per l'Ambiente Italiano spalancherà le porte di quasi ottocento siti straordinari sparsi in quattrocento comuni da nord a sud della penisola, molti dei quali rimangono solitamente chiusi al pubblico. Dalla sua nascita nel 1993, il Fai ha guidato oltre tredici milioni e mezzo di visitatori alla scoperta di più di diciassettemila tesori architettonici e paesaggistici del Paese.

Questa edizione avrà una peculiare valenza commemorativa: numerose aperture speciali celebreranno gli otto secoli dalla morte di San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia. A rendere possibile questa straordinaria operazione sono settemila e cinquecento volontari del Fai affiancati da diciassettemila giovani "Apprendisti Ciceroni", studenti appositamente formati per guidare i visitatori attraverso le bellezze del nostro patrimonio. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli, intervenendo alla presentazione dell'evento presso il suo dicastero, ha sottolineato l'importanza della "sussidiarietà" nella conservazione dei beni culturali, enfatizzando come i cittadini debbano diventare protagonisti attivi nella valorizzazione del patrimonio secondo i principi costituzionali: "Lo Stato rappresenta i cittadini, ma sono proprio i cittadini che devono e possono compiere scelte consapevoli in piena libertà".

Marco Magnifico, presidente della Fondazione, ha precisato che queste giornate non rappresentano un evento isolato, bensì un momento di visibilità per il lavoro continuo svolto tutto l'anno dal Fai. La Fondazione gestisce attualmente settotto beni di proprietà, sessanta dei quali accessibili stabilmente al pubblico, e ha stanziato dodici milioni di euro per i loro restauri oltre a due milioni per la manutenzione ordinaria. Le visite sono a contribuzione volontaria e rappresentano un'importante occasione per raccogliere risorse e iscrizioni da quei cittadini che desiderano sostenere l'impegno quotidiano della Fondazione.

Tra gli spazi che apriranno le loro porte il prossimo weekend figurano alcuni gioielli del patrimonio nazionale: l'Abbazia di San Fruttuoso in Liguria, donata dal Doria Pamphili; il Castello di Masino, sontuosa reggia piemontese; Villa Necchi Campiglio, ormai meta imprescindibile per i visitatori di Milano; la Baia di Ieranto sulla costiera sorrentina, regalata al Fai dall'Italsider; il giardino della Kolymbethra incastonato nella Valle dei Templi di Agrigento. A Roma, invece, sarà visitabile il Palazzo del Ministero dell'Istruzione progettato da Cesare Bazzani nel 1912, insieme a molti altri edifici storici solitamente inaccessibili. Da nord a sud si aprono centinaia di location speciali, spesso poco valorizzate o completamente sconosciute al grande pubblico, un'occasione rara per scoprire i segreti architettonici e paesaggistici del territorio.