La situazione finanziaria del Metropolitan Opera di New York precipita ulteriormente. Secondo il New York Times, la storica istituzione culturale americana ha già intaccato un terzo del proprio fondo di dotazione, l'endowment, una risorsa cui ha iniziato a ricorrere nel 2022 quando le difficoltà nel coprire i costi operativi si sono fatte insostenibili. La cifra è allarmante: il patrimonio di riserva si è ridotto da 340 milioni di dollari a soli 212 milioni attuali, una perdita di 128 milioni in poco più di tre anni.

Alla guida dell'istituzione dal 2006, il sovrintendente Peter Gelb ha tentato diverse strategie per invertire la rotta, ma nessuna ha prodotto risultati significativi. Le iniziative vanno dai finanziamenti dall'Arabia Saudita a proposte fantasiose come la produzione di un'opera destinata a Elon Musk ambientata su Marte, fino alla ricerca di sponsor pronti a intestarsi il nome del teatro. Persino la controversa vendita dei murali di Chagall presenti nel foyer, con il vincolo che restassero nei loro spazi, non ha rappresentato una soluzione strutturale al problema.

Il vero nemico dell'opera newyorkese rimane la cassa. I ricavi da biglietteria hanno registrato un crollo drammatico nel corso dell'ultimo decennio, passando da 90 milioni a 70 milioni di dollari annui: una perdita di 20 milioni che riflette il cambio nei consumi culturali e nella capacità di attrazione del pubblico. Anche i tagli ai salari del personale e le riduzioni di organico non hanno arrestato l'emorragia finanziaria.

Altrettanto deludente è la performance del progetto Metropolitan Opera Live in HD, il servizio di trasmissione delle rappresentazioni in cinema e teatri internazionali, inclusi alcuni in Italia. Rispetto al 2019, questa iniziativa genera una perdita annuale di 10 milioni di dollari, riflettendo il calo nell'interesse del pubblico globale. Per mantenere l'operatività, il Met richiede un bilancio annuale di 326 milioni di dollari, il più corposo di qualsiasi teatro al mondo, una cifra che rende la struttura fragile davanti alle fluttuazioni delle entrate.

Lo scenario attuale ha fatto emergere critiche sulle capacità gestionali di Gelb. Nonostante quasi due decenni di direzione, le sue scelte strategiche non hanno prodotto un risanamento duraturo. Con il fondo di dotazione in rapida erosione e la vendita dei biglietti in flessione strutturale, il Metropolitan Opera si trova a dover scegliere rapidamente tra riforme radicali della sua governance e del modello di business, oppure affrontare un futuro sempre più incerto.