Artemisia Gentileschi, la straordinaria pittrice romana nata nel 1593, vive una stagione di riscoperta straordinaria che va ben oltre le aule accademiche. In questo 2024, la sua figura incarna il ritratto della donna che ha rotto ogni barriera nel mondo dell'arte, non solo per il suo talento eccezionale ma anche per il coraggio con cui affrontò e denunciò la violenza subita. Una resilienza che trasuda dalle sue tele e che continua a ispirare oltre quattro secoli dopo.

L'interesse globale per l'artista ha raggiunto nuove vette. Appena un mese fa, il suo Autoritratto come Santa Caterina d'Alessandria è stato venduto all'asta a New York per la cifra ragguardevole di 5,7 milioni di dollari, confermando come le grandi istituzioni museali internazionali stiano investendo massicciamente sulla sua rivalutazione. La National Gallery of Art di Washington ha recentemente acquisito la Maddalena in estasi, ennesima testimonianza del riconoscimento ormai planetario dell'artista. In Italia, le mostre monografiche dedicate alla pittrice si susseguono, delineando il profilo di una professionista che seppe imporsi come prima donna di successo nella storia dell'arte europea.

A suggellare questa rinascita critica arriva una monografia monumentale dal titolo Artemisia, pubblicata da Scripta Maneant e curata dalla storica dell'arte Asia Graziano. Il volume rappresenta il più esauriente ritratto mai dedicato alla pittrice, arricchito da capolavori recuperati, opere di attribuzione dibattuta provenienti da collezioni private e una campagna fotografica esclusiva commissionata appositamente. Non si tratta soltanto di una raccolta di immagini, bensì di uno studio che ricostruisce le reti intellettuali, letterarie e scientifiche che animarono la vita della Gentileschi nei principali centri artistici europei: da Roma a Firenze, da Venezia a Londra fino a Napoli.

Ciò che distingue questa ricerca è l'approccio equilibrato nel considerare sia l'opera che la biografia, spesso protagonista indiscussa nelle narrazioni precedenti. Il libro dedica ampio spazio alle commissioni internazionali, frequentemente trascurate dagli storici, e include una sezione dedicata alle lettere autografe della pittrice, indirizzate a figure illustri come Galileo Galilei e ai suoi principali committenti. Così Artemisia parla con la sua stessa voce, rivelando una donna consapevole, strategica e abile nel gestire la propria carriera come moderna imprenditrice di sé stessa.

Alla curatela scientifica hanno partecipato studiosi di rilievo internazionale. Sheila Barker ha contribuito con i suoi studi approfonditi già editi in monografie e cataloghi di mostre; Gregory Buchakjian, direttore della Scuola di Arti Visive dell'Académie Libanaise des Beaux-Arts di Beirut, è responsabile dell'attribuzione ad Artemisia di due capolavori di Palazzo Sursock a Beirut, l'Ercole e Onfale e la Maddalena. Anche Claudio Strinati, già direttore del Polo Museale Romano, ha firmato contributi che completano questo affresco della straordinaria parabola artistica di una donna che non ha mai cessato di combattere per il suo posto nella storia.