Cleo, voce delle Bambole di Pezza, ha mantenuto l'impegno preso e si è fatta tatuare il volto di Carlo Conti sul braccio. La decisione, inizialmente presentata con tono ironico, cela in realtà una gratitudine profonda verso il direttore artistico di Sanremo, che secondo la cantante ha trasformato radicalmente il corso della sua vita.
In un lungo post pubblicato su Instagram, Cleo ripercorre gli anni più difficili della sua carriera musicale, segnati da sacrifici economici e rinunce significative. Dopo il diploma in liceo artistico, ha scelto di non proseguire gli studi universitari per dedicarsi completamente alla musica, accettando lavori saltuari come babysitter per mantenere vivo il progetto artistico. Una scelta che l'ha esposta a rischi enormi: durante una fase di crisi economica della sua famiglia, gli introiti non bastavano nemmeno per il cibo essenziale, tanto che in alcuni periodi mangiava il sugo con il cucchiaio per la mancanza di pasta.
"Mi sono ritrovata a quasi 30 anni in una situazione che di solito vivono gli adolescenti" scrive Cleo, descrivendo l'angoscia di non avere un piano B e di vedersi priva di curriculum o risparmi. La paura più grande era quella di fallire nella musica senza alcuna rete di protezione professionale o economica. Tuttavia, la determinazione non le ha fatto abbandonare il sogno coltivato sin dall'infanzia, nonostante i dubbi e le difficoltà aumentassero di anno in anno.
La svolta è arrivata con la partecipazione al Festival di Sanremo, dove Carlo Conti ha creduto nel progetto delle Bambole di Pezza. Secondo Cleo, questa opportunità ha rappresentato il riconoscimento della sua dedizione e il compimento di un percorso costellato di rinunce. "Non ho più paura per il mio futuro" afferma con consapevolezza, sottolineando che il tatuaggio non rappresenta il volto di una persona, ma il simbolo di una validazione: quella di aver scelto bene, di aver lottato correttamente, di aver meritato il successo che finalmente sta arrivando.
Cleo rimane consapevole che il successo è effimero e che i risultati conquistati potrebbero sfumare, ma dice di volere vivere pienamente il presente. Il tatuaggio sul braccio diventa così un'iscrizione permanente di riscatto personale e professionale, la prova tangibile che una vita costruita interamente su un sogno, pur carica di sofferenze e incertezze, poteva effettivamente valerne la pena.