La Giunta municipale di Milano ha tracciato una linea chiara sul futuro della Biblioteca Sormani: sarà protagonista di una trasformazione, ma rimarrà ancorata alla sua vocazione culturale. La delibera, proposta dall'assessore alla cultura Tommaso Sacchi, sancisce che il palazzo – risalente in parte al Cinquecento e al Settecento, parzialmente ricostruito dall'architetto Arrigo Arrighetti dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale – non potrà mai diventare una semplice sede amministrativa, un magazzino o un archivio comunale. Neppure una eventuale privatizzazione potrebbe stravolgere questa destinazione: la cultura rimane obbligante.
Il cambio di rotta è determinato dalla contemporanea realizzazione della BEIC, la Biblioteca Europea di Informazione e Comunicazione, che presto accoglierà il ruolo di biblioteca centrale milanese, ruolo ricoperto dalla Sormani ininterrottamente dal 1956. I cantieri della nuova struttura procedono rapidamente, e gli allestimenti dovrebbero essere completati entro la primavera del 2027, salvo i noti problemi di finanziamento da parte del Ministero. Quando questo trasloco avverrà, la Sormani dovrà trovare una nuova identità.
La BEIC rappresenterà un salto concettuale rilevante rispetto alla biblioteca tradizionale italiana. L'amministrazione cittadina si ispira a modelli innovativi internazionali, in particolare al progetto della Biblioteca di Helsinki, che ha ridefinito completamente il ruolo delle istituzioni bibliotecarie pubbliche nel contemporaneo. Non sarà un semplice contenitore di libri, ma uno spazio poliedrico dedicato all'informazione e alla comunicazione nel senso più ampio del termine.
Rimane ancora da definire quale sarà la nuova missione della Sormani. Il vincolo della delibera è chiaro: deve restare uno spazio culturale, ma i dettagli sulla sua futura programmazione non sono stati ancora annunciati. Quello che è certo è che uno dei simboli della memoria bibliotecaria milanese non verrà svilito a funzioni ordinarie, ma continuerà a offrire un contributo al patrimonio culturale della città, seppur in forme da ancora scoprire.