«Quando ci si misura con i grandi capolavori letterari, il libro vince sempre». È la dichiarazione netta di Francesca Archibugi, regista e sceneggiatrice di rilievo, che mercoledì parteciperà a un evento presso il Circolo dei lettori di Torino. L'occasione è il premio Match. Dal libro allo schermo, un'iniziativa della Regione Piemonte realizzata in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori e Film Commission Torino Piemonte. Il riconoscimento verrà assegnato nel mese di maggio e mira a creare connessioni significative tra la narrativa contemporanea e il settore audiovisivo, promuovendo gli scrittori emergenti e valorizzando il patrimonio culturale piemontese attraverso nuovi progetti di trasposizione cinematografica.

Archibugi riflette sulle modalità diverse di approcciarsi ai testi letterari durante l'adattamento. Secondo la regista, alcuni autori come Martin Scorsese hanno fatto della letteratura il loro terreno privilegiato realizzando però opere profondamente personali e originali. «A volte il libro rappresenta uno spunto narrativo, altre volte richiede una fedeltà totale al progetto originario. La chiave è sentire il romanzo come qualcosa che avresti potuto scrivere personalmente. Solo allora il libro diventa veramente il tuo film» spiega Archibugi. Nel caso di La Storia di Elsa Morante, ad esempio, la regista ha nutrito un rapporto particolare fin dall'adolescenza, affrontando l'adattamento con dedizione assoluta verso il testo di partenza.

Secondo la professionista non è possibile stabilire criteri universali per la trasposizione cinematografica. «Ogni esperienza è stata completamente diversa dalle altre. Ogni volta emerge un elemento differente come il migliore» sottolinea. Un aspetto centrale della sua ricerca creativa riguarda il pubblico a cui si rivolge: «Non penso ai lettori in senso generico, ma a persone specifiche che conosco e stimo, talvolta anche a chi non è più con noi».

Quando le si chiede quali titoli della letteratura italiana le piacerebbe portare sullo schermo, Archibugi cita diverse opere novecentesche di qualità: il Lessico familiare di Natalia Ginzburg e I sentieri dei nidi di ragno di Italo Calvino rappresentano solo due esempi tra molti che catturano il suo interesse artistico. Tuttavia, la regista precisa che al momento nessun progetto è effettivamente in corso di sviluppo.