Una donna racconta la storia di un'altra donna. Entrambe sarde, entrambe sardiste, entrambe ribelli. Clara Farina, attrice e drammaturga, ha scelto il teatro per rendere omaggio a Marianna Bussalay, figura politica di primo piano nella Nuoro del periodo fascista e sostenitrice convinta del Partito Sardo D'Azione fondato da Emilio Lussu. Lo spettacolo, intitolato "Mariannedda de sos Bator Moros", è stato portato in scena a Roma presso il Teatro Aurelio in un monologo completamente in lingua logudorese, con la regia di Ignazio Chessa e la scenografia di Fabio Loi.
Mariana Bussalay nacque nel 1904 ad Orani, un piccolo centro della Barbagia, e morì nel 1947. Durante i decenni più bui della storia italiana, si distinse come intellettuale combattiva, utilizzando la cultura, la poesia e la forza delle parole come strumenti di resistenza contro il regime e la violenza mussoliniana. La sua dedizione ai diritti femminili e alla causa indipendentista sarda l'ha resa una personalità di rilievo tra i circoli antifascisti dell'epoca, circondata da altri intellettuali come Mariangela Maccioni, Graziella Sechi, Dino Giacobbe, Joyce Lussu e Antioco Casula.
Farina ha scoperto il personaggio quasi casualmente, durante una conversazione con un amico sardista. Approfondendo i testi storici su Bussalay, l'attrice è rimasta affascinata dalla complessità e dall'attualità della sua figura, decidendo di dedicarle un testo teatrale completo nella lingua madre sarda. Il pubblico romano, pur non conoscendo il dialetto logudorese, ha potuto seguire agevolmente grazie a un libretto distribuito con traduzione italiana a fronte. Tra gli spettatori presenti c'erano anche alcuni familiari di Marianna Bussalay, che hanno condiviso dettagli interessanti sulla storia della donna, inclusa la parentela con l'attore Ubaldo Lay, noto interprete del Tenente Sheridan nella televisione Rai degli anni Sessanta.
Antonio Maria Masia, presidente del Circolo dei Sardi Il Gremio e promotore dell'iniziativa, ha sottolineato come la figura di Bussalay rimanga straordinariamente rilevante nel contesto contemporaneo. "Il suo femminismo e il suo impegno politico non hanno perso di attualità", ha dichiarato Masia, aggiungendo che in un periodo storico caratterizzato da conflitti e incertezze, risulta fondamentale riscoprire personalità che hanno fatto della libertà e dell'indipendenza i pilastri della propria azione. La rappresentazione si configura quindi non solo come tributo storiografico, ma come monito etico per le generazioni presenti.