La Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza è pronta a riaprire le porte con una trasformazione profonda. A partire dal 28 aprile, i visitatori troveranno un museo completamente rigenerato, dove oltre mille metri quadrati di spazi espositivi sono stati sottoposti a un intervento di riqualificazione che ha coinvolto tutte le ventidue sale. Il progetto ha perseguito un obiettivo ambizioso: restituire fedeltà all'architettura elegante e sobria che Giulio Ulisse Arata aveva immaginato quando progettò l'edificio, inaugurato nel lontano 1931.

Questa operazione di rinascita arriva a distanza di venti anni dall'ultimo intervento conservativo, e rappresenta un momento particolarmente significativo per l'istituzione piacentina. Proprio in questi ultimi sei anni, infatti, il museo ha ritrovato una delle sue opere più prestigiose: il Ritratto di Signora di Gustav Klimt, trafugato nel 1997 e recuperato nel 2019 dopo oltre due decenni di assenza. La riapertura consente così al capolavoro austriaco di tornare negli spazi che lo hanno ospitato, ora rinnovati e capaci di valorizzarlo ulteriormente.

L'intera operazione affonda le radici nella visione di Giuseppe Ricci Oddi, collezionista piacentino che tra il 1868 e il 1937 costituì una raccolta privata di rilievo. Nel 1931 trasformò questa collezione in un museo pubblico, collaborando personalmente allo sviluppo dell'edificio che l'avrebbe custodita. I lavori di restauro hanno rispettato scrupolosamente questa impronta originaria, operando sotto la supervisione della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Parma e Piacenza.

Un elemento che emerge con forza dalla riqualificazione è il ruolo della comunità locale. Massimo Toscani, presidente della Fondazione che gestisce la Galleria, sottolinea come il finanziamento dei lavori sia stato assicurato grazie al contributo generoso di cittadini privati, aziende e realtà territoriali. Questo coinvolgimento diffuso rappresenta, secondo Toscani, un patrimonio immateriale di grande valore: la Galleria è percepita come bene comune, e il senso di appartenenza della città nei confronti dell'istituzione costituisce un fondamento solido per la sua crescita futura.

La direttrice Lucia Pini anticipa che il museo rinato "si presenterà al pubblico come uno spazio in grado di comunicare cura, attenzione e bellezza". Gli ambienti completamente riallestiti ospiteranno la collezione con una nuova consapevolezza progettuale, garantendo ai visitatori un'esperienza che rispetta tanto l'eredità storica di Arata quanto le esigenze contemporanee di fruizione culturale. L'inaugurazione del 28 aprile sancisce così il ritorno della Galleria Ricci Oddi tra i principali musei dell'arte moderna italiana, rinato dalla cura e dalla dedizione di un'intera comunità.