Harvey Weinstein parla per la prima volta dopo sei anni di battaglie legali. L'ex magnate di Hollywood, detenuto a Rikers Island in attesa del processo previsto per il 14 aprile, ha concesso un'intervista al Hollywood Reporter nella quale descrive la sua condizione carceraria come un «inferno». Attualmente il settantaquattrenne, che compirà gli anni il 19 marzo, trascorre intere giornate in cella con una sola mezz'ora al giorno all'aperto sulla sedia a rotelle, senza contatti umani al di là di guardie e infermieri.

Secondo il racconto dello stesso Weinstein, la situazione a Rikers Island è drasticamente diversa da quella della precedente prigionia nello stato di New York, dove poteva alzarsi al mattino, fare colazione e interagire con altri detenuti. Attualmente è sottoposto a isolamento preventivo da diciannove mesi per questioni di sicurezza, poiché la sua notorietà lo rende bersaglio di minacce da parte di altri carcerati. «Essere una celebrità qui rappresenta un problema serio», ha dichiarato l'ex capo di Miramax, spiegando che mentre gli altri detenuti hanno accesso al cortile, lui rimane costantemente in isolamento e sottoposto a derisioni continue. Ha inoltre aggiunto di temere seriamente per la propria sopravvivenza: «Non durerò a lungo in queste condizioni».

Le condizioni di salute di Weinstein si sono deteriorate negli ultimi anni: soffre di diabete, ha subito un intervento d'urgenza cardiaco e gli è stato diagnosticato un cancro al midollo spinale. Nel corso dell'intervista ha espresso il timore di morire dietro le sbarre, sostenendo che non riceve pietà nonostante la vita trascorsa e i contributi offerti alla società. Le sue figlie hanno addirittura cambiato cognome e rifiutano di mantenervi contatti con lui.

Weinstein continua a proclamarsi completamente innocente rispetto alle accuse di violenza sessuale che lo hanno travolto. Ha sostenuto che le donne che lo accusano avrebbero agito principalmente per motivazioni economiche, affermando che «bastava compilare un modulo per ottenere un assegno». Tuttavia, ha ammesso di aver fatto avance a diverse donne senza successo e di essere stato probabilmente troppo insistente in certi atteggiamenti. Ha inoltre confessato di aver mentito ripetutamente alla moglie «fantastica» e di aver utilizzato in modo improprio il suo staff per occultare determinati comportamenti.

Quando direttamente interpellato sulla questione centrale delle accuse, Weinstein ha negato categoricamente: «Ho mai commesso una violenza sessuale? No, non l'ho mai fatto». L'ex produttore del film premio Oscar «Shakespeare in Love» sostiene che avrebbe dovuto evitare completamente le relazioni con certe donne, ma nega fermamente qualsiasi contatto non consensuale. Nel frattempo, i procedimenti legali continueranno: oltre al nuovo processo di aprile a New York, sono in corso i ricorsi in appello e un processo parallelo a Los Angeles, seguito all'annullamento nel 2024 della condanna federale originaria per difetto di forma procedurale.