Una sorpresa ha animato la conferenza stampa organizzata in via Asiago per celebrare il mezzo secolo di storia del Tg2. Fiorello ha fatto un'incursione all'evento ufficiale, portando i suoi auguri al telegiornale della seconda rete pubblica e condividendo ricordi personali legati alla sua nascita. Accanto al celebre conduttore era presente anche Fabrizio Biggio, compagno di viaggio nelle trasmissioni radiofoniche su Rai2, al quale lo showman ha fatto gli onori della cronaca ricordando il suo debutto di questa sera su Rai1 nel ruolo di medico nella fiction Le libere donne.

Nel suo intervento, Fiorello ha ripercorso l'impatto che il lancio del Tg2 ebbe sulla televisione italiana e sulle famiglie dell'epoca. "Era straordinario pensare che potesse esistere un secondo telegiornale", ha spiegato, rievocando come il celebre triangolino bianco che caratterizzava il logo rappresentasse l'apice dell'innovazione tecnologica per gli spettatori di quegli anni. Lo showman ha anche raccontato un episodio familiare: "Mio padre trovava fondamentale il fatto di poter cambiare canale e scoprire il Tg2", sottolineando come questa scelta fosse percepita come un progresso significativo nel panorama dell'informazione televisiva italiana.

La battuta più divertente della mattinata è arrivata quando Fiorello ha scherzato con il direttore della testata, Antonio Preziosi, dicendo di avere qualcosa in comune con lui. "Indovinate? Abbiamo in comune le nostre mogli, o meglio: i nomi delle nostre mogli si chiamano entrambe Susanna", ha rivelato con il suo tipico stile ironico.

Il Tg2 ha ufficialmente debuttato il 15 marzo 1976, come conseguenza della riforma della Rai varata l'anno precedente. Alla guida della neonata testata c'era il direttore Andrea Barbato, mentre la conduzione era affidata a tre volti storici: Piero Angela, Mario Pastore e Italo Moretti. L'edizione principale, quella delle 19.45, portava il nome di Tg2 – Studio Aperto ed è stata il fulcro dell'informazione serale di Rai2 da allora sino ai giorni nostri.