Come trasformare gli ambienti di lavoro in spazi dove le persone non sono semplici ingranaggi, ma protagonisti consapevoli del proprio sviluppo? È la domanda centrale del nuovo saggio di Erica Rizziato, ricercatrice e presidente dell'Istituto per lo sviluppo umano e organizzativo (spin off del Cnr), pubblicato da Franco Angeli. Il volume 'Verso un umanesimo della vita organizzativa: generare sviluppo nella complessità con la leadership orizzontale' propone un ripensamento radicale del ruolo delle relazioni umane negli assetti organizzativi, prendendo ispirazione dal lavoro pionieristico di Adriano Olivetti, che negli anni Cinquanta fu il primo imprenditore italiano a portare le scienze umane all'interno della fabbrica.
Al cuore della proposta di Rizziato c'è un cambio di paradigma significativo. Invece di continuare a seguire l'approccio positivista che ha dominato la gestione organizzativa del Novecento, la ricercatrice suggerisce di adottare una prospettiva quantistica, integrando insegnamenti da discipline diverse: dalla fisica alla psicologia, dalla sociologia alle neuroscienze. Questo significa riconoscere che tutto è interconnesso e che chi osserva influenza ciò che osserva. In termini pratici, le persone vanno considerate soggetti attivi del cambiamento organizzativo e della propria crescita professionale, non semplici oggetti da gestire. Un approccio che punta direttamente al benessere organizzativo, basato sulla consapevolezza e sulla motivazione intrinseca piuttosto che sulla gerarchia e sull'obbedienza.
Federico Faggin, il fisico e imprenditore celebre per aver progettato i primi microprocessori della storia e autore della prefazione al libro, non ha dubbi sulla portata della proposta. Secondo Faggin, un'impresa consapevole va oltre il semplice profitto: deve promuovere la crescita personale di chi vi lavora, creando un ambiente che stimoli l'autorealizzazione a livello emotivo, mentale e spirituale. Il presidente di Federmanagement, Filippo Abramo, sottoscrive questa visione nella sua introduzione al volume, suggerendo che i principi di Rizziato potrebbero davvero rivoluzionare il concetto stesso di lavoro, ancora troppo spesso imprigionato nella logica della catena di montaggio e dei modelli gerarchici militari basati su rigidità e competizione.
Per approfondire il tema, il Cnr ospiterà il 16 marzo a Roma un seminario dedicato a 'Sviluppo della coscienza e sviluppo delle organizzazioni'. L'evento, coordinato da Salvatore Capasso, direttore del Dipartimento Scienze Umane e Sociali del Cnr, vedrà Rizziato dialogare con Faggin e Abramo davanti a una platea di operatori, manager e ricercatori interessati ai nuovi modelli organizzativi. L'incontro inizierà alle 15.30 e sarà possibile partecipare sia in presenza che online attraverso una registrazione obbligatoria disponibile sul sito del Cnr. Nel medesimo periodo uscirà la versione inglese del volume, che porterà il titolo 'Towards a humanism for organizations: horizontal leadership and consciousness', allargando potenzialmente il dibattito a livello internazionale su come ripensare il management del ventunesimo secolo.