A partire da mercoledì 11 marzo, La7 propone ai telespettatori una produzione originale che promette di offrire una lettura inedita dei capitoli più bui della storia contemporanea italiana. 'La giusta distanza' è la nuova serie ideata e condotta da Roberto Saviano, lo scrittore e giornalista che da anni si dedica all'inchiesta su criminalità organizzata e potere. Il progetto, realizzato da Stand by Me, rappresenta un ibrido affascinante tra il rigore del documentario e la forza narrativa della saggistica televisiva.

La prima puntata pone al centro della scena uno dei momenti più traumatici della Repubblica: la strage di Capaci del 23 maggio 1992. Saviano costruisce il racconto intorno a due figure diametralmente opposte, unite paradossalmente da quell'attentato che cambió il corso della lotta alla criminalità organizzata. Da un lato Francesca Morvillo, magistrata che rappresentò una generazione di donne che riuscì a penetrare le istituzioni giudiziarie siciliane con rigore e impegno civile verso lo Stato. Dall'altro Giovanni Brusca, il capomafia corleonese che materialmente azionò il telecomando che fece saltare in aria l'auto in cui viaggiavano Morvillo e il giudice Giovanni Falcone, insieme agli agenti della loro scorta. Due destini aparentemente impossibili a incrociarsi, eppure legati indissolubilmente da quella bomba.

La serie si sviluppa in sei episodi che traccia un percorso attraverso diversi snodi cruciali della storia nazionale. Saviano guida il pubblico alla scoperta di altri casi emblematici, esplorando le dinamiche che collegano attentati terroristici, operazioni mafiose e giochi di potere. L'approccio narrativo della trasmissione non si limita al semplice resoconto dei fatti, ma si propone di analizzare come le decisioni prese dai singoli individui finiscono per intrecciarsi con i grandi eventi che segnano un'intera nazione, modificando il corso degli eventi e la memoria collettiva.

L'intento della produzione è ambizioso: restituire una prospettiva fresca sulla verità storica italiana, mettendo in luce quei fili invisibili che collegano motivazioni personali a conseguenze pubbliche. Attraverso il racconto di Saviano, la serie intende offrire ai telespettatori nuovi angoli visivi su momenti decisivi che hanno definito l'identità contemporanea del Paese, contribuendo al dibattito pubblico su memoria, giustizia e conflitto tra chi sostiene lo Stato e chi mira a minarlo.