Matera si appresta a vivere un nuovo anno di consacrazione internazionale. La città basilicata, che sette anni fa aveva brillato come Capitale europea della Cultura, tornerà a essere al centro dell'attenzione globale nel 2026, quando assumerà il ruolo di Capitale mediterranea della Cultura e del Dialogo. Un riconoscimento che condividerà con Tétouan, città marocchina, in un'iniziativa coordinata dall'Unione per il Mediterraneo e dalla Fondazione Anna Lindh. L'amministrazione comunale e la Fondazione Matera Basilicata 2019 hanno presentato ufficialmente il programma in una riunione pubblica, delineando una visione ambiziosa per il territorio.

Il progetto avrà durata pluriennale e si estenderà dal 20 marzo al 28 novembre 2026. L'obiettivo è trasformare Matera in una piattaforma di diplomazia culturale nel Mediterraneo, rafforzando i legami tra Italia e Marocco e consolidando la posizione della città come meta imprescindibile per gli appassionati di cultura. L'inaugurazione solenne è fissata per il 20 marzo, quando il Teatro Duni aprirà straordinariamente i battenti nel format del "Cantiere-Evento" per ospitare la cerimonia ufficiale alle 17.

La giornata inaugurale promette uno spettacolo multimedia di grande impatto. Dopo la cerimonia istituzionale e una performance musicale alle 18.30, il pubblico assisterà a "Strada Evento", una performance itinerante che seguirà il percorso delle delegazioni ufficiali attraverso il centro storico. Il culmine della serata, previsto alle 20.45, sarà affidato a tecnologie scenografiche sostenibili ma visivamente suggestive: uno spettacolo laser di circa trenta minuti con architetture luminose seguirà a uno spettacolo di droni di una quindicina di minuti, con figure tridimensionali e simboli di dialogo proiettati nel cielo sopra i Sassi.

Il programma complessivo si sviluppa intorno al concetto "Terre Immerse" e si articola secondo quattro direttrici tematiche denominate "Immersioni", che guideranno gli appuntamenti lungo l'intero anno. Questa struttura vuole creare una narrazione coerente che colleghi memoria collettiva, identità territoriali e patrimoni culturali differenti, trasformando la città in un crocevia dove le diverse sponde del Mediterraneo possono incontrarsi, confrontarsi e condividere valori comuni.