L'Italia rimane una delle principali vittime del cyber crimine internazionale. Secondo il Rapporto Clusit 2026, nel corso del 2025 la penisola è stata teatro del 9,6% degli incidenti informatici registrati a livello globale, un dato che fotografa la crescente vulnerabilità del Paese alle minacce digitali. Rispetto al 2024, questa percentuale segna un incremento significativo del 42%, confermando una tendenza al rialzo che non accenna a diminuire.
A preoccupare maggiormente gli esperti è il settore pubblico: gli attacchi rivolti alle istituzioni governative, alle strutture militari e alle forze dell'ordine hanno rappresentato il 28% del totale degli incidenti, con un'escalation ancora più marcata rispetto all'insieme dei dati. In termini assoluti, questi attacchi sono aumentati addirittura del 290% comparandoli con i dodici mesi precedenti, rivelando una strategia deliberata dei criminali informatici di colpire i gangli nervosi dello Stato.
Tra le motivazioni degli attacchi, a emergere con forza è l'attivismo digitale, che ha registrato un'impennata del 145% su base annua. Gli esperti collegano questi episodi a una precisa matrice geopolitica: gli attacchi sono strettamente correlati ai conflitti internazionali in corso, suggerendo che le tensioni globali si riversano sempre più anche sulla dimensione digitale, trasformando hacker e gruppi di hacktivist in strumenti di pressione politica e militare.
Un elemento che amplifica ulteriormente il quadro di rischio è l'utilizzo sempre più sofisticato dell'intelligenza artificiale da parte dei criminali. Secondo l'analisi del Clusit, se da un lato le minacce informatiche continuano a evolversi naturalmente con il passare del tempo, dall'altro l'IA sta fungendo da vero e proprio moltiplicatore del pericolo, potenziando la capacità degli attaccanti di sviluppare strategie più efficienti, difficili da individuare e più difficili da contrastare. Questo elemento rappresenta una novità particolarmente insidiosa nel panorama delle cyber minacce che l'Italia dovrà affrontare negli anni a venire.