I fatidici cento giorni che separano gli studenti di quinta superiore dall'esame di maturità hanno fatto scattare il tradizionale conteggio alla rovescia. Secondo un'indagine condotta da Skuola.net su mille maturandi, il momento simbolico continua a dividere le classi quasi esattamente a metà: poco più della metà degli intervistati ha deciso di celebrare l'occasione, mentre un terzo preferisce saltare completamente l'appuntamento. Un ulteriore 10% rimane ancora indeciso.
Il dato più significativo riguarda le motivazioni di chi rinuncia alla festa. Se tradizionalmente gli "studenti modello" erano i principali disertori, concentrati esclusivamente sulla preparazione agli esami, il quadro è cambiato radicalmente. La percentuale di chi rinuncia per motivi di studio è crollata dal 31% dello scorso anno al 20% attuale. Al contrario, è quasi raddoppiato il numero di ragazzi che vedono poco senso nel festeggiare in un contesto segnato da crisi economica e conflitti internazionali: dal 10% al 19%. Emerge quindi una generazione meno preoccupata dal profitto scolastico e più consapevole della situazione globale.
Tra chi decide comunque di celebrare, prevale la ricerca di momenti a basso profilo. Le feste private in piccoli gruppi tra compagni di classe registrano un balzo dal 55% al 65%, mentre calano le uscite pubbliche nei quartieri o nei ritrovi abituali dei giovani. Il 66% di chi festeggia lo fa principalmente per rispetto verso la tradizione, ritenendo il momento intrinsecamente importante. Un ulteriore 15% utilizza l'occasione per cercare momenti di leggerezza rispetto alla difficile congiuntura mondiale.
Sulla questione delle gite di fine anno la situazione appare ancora più problematica. Sebbene il 54% dei maturandi parteciperà ai viaggi scolastici (con il 20% che li ha già completati e il 34% che ha confermato la presenza), quasi la metà della classe media resterà a casa. Il 18% ritiene che la propria scuola non organizzerà alcuna gita, mentre il 14% rimane in attesa di notizie definitive. I dati confermano la netta preferenza per le destinazioni estere rispetto ai viaggi nazionali, consolidando una tendenza ormai consolidata negli ultimi anni.
Complessivamente, emerge il ritratto di una classe quinta lacerata tra il desiderio di mantenere le tradizioni scolastiche e una crescente difficoltà nel condividere momenti di festa in un clima caratterizzato da incertezza economica e tensioni geopolitiche. Le scuole si trovano thus a gestire esigenze contrastanti: da un lato la volontà dei ragazzi di chiudere l'esperienza liceale con riti collettivi, dall'altro una realtà che spinge sempre più giovani verso scelte più sobrie e consapevoli.