Gianni Infantino ha incontrato ieri sera il presidente americano Donald Trump alla Casa Bianca per discutere dei preparativi della Coppa del Mondo che inizierà fra tre mesi negli Stati Uniti, Canada e Messico. Al termine del colloquio, il numero uno della Fifa ha pubblicato un messaggio sui social in cui ringrazia calorosamente Trump per il suo appoggio ai Mondiali e per aver confermato che la nazionale iraniana parteciperà regolarmente alla competizione.

Le parole di Infantino rimandano l'immagine di chi vive in una realtà alternativa. Mentre pronunciava queste dichiarazioni, il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran prosegue ormai da due settimane con intensità crescente: dal 28 febbraio si contano quotidianamente vittime e feriti, coinvolgendo progressivamente altri attori regionali del Golfo Persico. Lo stesso Infantino aveva affermato il giorno precedente durante un'intervista che il torneo rappresenterà una festa fantastica, senza considerare il contesto geopolitico esplosivo.

La situazione crea ulteriori complicazioni organizzative. L'Iraq ha richiesto il rinvio dello spareggio intercontinentale contro il vincente della sfida Bolivia-Suriname per questioni logistiche legate al conflitto. Tra le sedici nazionali che parteciperanno figurano paesi direttamente interessati dallo scontro: Iran, Qatar, Giordania, Arabia Saudita, mentre gli Stati Uniti sono tra i principali protagonisti militari. L'Iran ha lanciato appelli al Comitato Olimpico Internazionale chiedendo l'esclusione di Washington e Israele dalle competizioni, sebbene si tratti di una protesta formale senza prospettive concrete di accoglimento.

L'episodio evidenzia il duplice standard che caratterizza le istituzioni sportive internazionali. La Fifa e il Cio, pur professandosi neutrali, applicano criteri difformi secondo gli interessi in gioco. Questo fenomeno acquista maggiore rilevanza considerando che i due principali eventi sportivi mondiali del prossimo quadriennio si svolgeranno entrambi negli Stati Uniti: i Mondiali 2026 e le Olimpiadi estive di Los Angeles nel 2030.

Secondo quanto dichiarato da Infantino nel suo comunicato ufficiale, la discussione con Trump ha riguardato lo stato dei preparativi e l'entusiasmo crescente per il calcio d'inizio, previsto fra 93 giorni. Il presidente Fifa ha sottolineato che il dialogo ha affrontato anche la situazione in Iran, riaffermando la qualificazione della squadra nazionale alle fasi finali. Durante il colloquio, Trump avrebbe ribadito il benvenuto alla delegazione iraniana.