Un'operazione dei Carabinieri ha portato al fermo di 14 giovani ritenuti responsabili di istigazione a delinquere con motivazioni razziali. L'inchiesta del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Teramo ha culminato questa mattina con l'esecuzione di otto misure cautelari: quattro arresti in carcere, tre ai domiciliari e quattro con obbligo di firma e dimora. Il presunto leader del gruppo è finito dietro le sbarre.

Le indagini hanno preso il via dalla scoperta di un tentativo di agguato predisposto contro le forze dell'ordine il 8 ottobre 2025 presso il palazzetto dello sport di Roseto degli Abruzzi. Gli inquirenti hanno trovato armi rudimentali - spranghe, bastoni e sassi - nascoste nei pressi dell'impianto sportivo. Approfondendo gli accertamenti è emerso che il gruppo operativo, che si autodefiniva 'Gioventù fascista rosetana' o 'Roseto youth', conservava materiale propagandistico di matrice fascista e nazista, comprendente striscioni, fotografie e gadget a tema hitleriano, oltre a gestire chat dedicate all'apologia del razzismo e alla pianificazione di crimini violenti.

Secondo la ricostruzione dei militari, il sodalizio criminale avrebbe orchestrato almeno cinque assalti con sassaiole contro il Centro di accoglienza straordinaria 'Felicioni' della città, accompagnati da ulteriori violenze specificamente mirate ai danni di cittadini di origine bengalese che vivono nel territorio. L'aggressione più recente risale a gennaio 2025, attribuita in modo particolare a cinque dei diciassette indagati, sebbene testimonianze e riprese delle telecamere di sorveglianza pubbliche suggeriscano la partecipazione di circa venti persone a questa spedizione punitiva. Gli imputati hanno un'età compresa tra i 14 e i 20 anni.

Il colonnello Massimo Corradetti e il pubblico ministero Enrica Medori della Procura di Teramo hanno illustrato l'operazione in una conferenza stampa. L'aggressione di gennaio è contestata con l'aggravante della discriminazione razziale, configurando il reato di lesioni personali aggravate. L'inchiesta testimonia una crescente preoccupazione per la radicalizzazione di giovani nei contesti locali e per l'organizzazione di violenze sistematiche ai danni di gruppi vulnerabili.