Lo scontro politico si inasprisce attorno alle posizioni di Roberto Hamza Piccardo, uno dei fondatori dell'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia (UCOII). Tutto ha avuto inizio da un articolo che documentava il suo appello rivolto alla comunità musulmana italiana per votare no al referendum sulla giustizia. La notizia aveva attirato l'attenzione dell'onorevole Sara Kelany, esponente di Fratelli d'Italia, che aveva sollecitato la sinistra a prendere chiaramente posizione su simili posizioni.

Non si è fatto attendere il contrattacco. Piccardo ha pubblicato un video in cui critica sia il governo che i media, ma soprattutto torna alla carica contro Kelany. Nel filmato, l'islamista sostiene che la sua famiglia conti numerose generazioni di cittadini italiani, affermando di essere italiano da "almeno 14 o 15 generazioni". Poi, con un'allusione evidente alle origini del padre di Kelany, chiede retoricamente: "Non so la sua". Un attacco personale che punta direttamente sulle origini familiari dell'onorevole.

La risposta di Kelany non si è fatta attendere. Contattata dalla redazione, ha respinto fermamente le implicazioni contenute nel video. "Il signor Piccardo impari a leggere i fatti", ha dichiarato, sottolineando che l'Italia rimane uno Stato laico e non confessionale, dove non devono sussistere discriminazioni sulla base della religione. Ha inoltre precisato che il suo intervento critico riguardava specificamente l'appello di Piccardo rivolto selettivamente ai musulmani per una questione referendaria, considerato inaccettabile in un contesto democratico.

L'onorevole ha anche chiarito ulteriori aspetti della contesa. Ha smentito di aver mai chiesto l'espulsione di Piccardo, bensì di avere criticato sentenze che avrebbero impedito l'allontanamento di imam considerati radicali. Ha inoltre sottolineato le contraddizioni tra le posizioni di Piccardo, che in passato avrebbe sostenuto la poligamia come diritto civile e l'istituzione di tribunali basati sulla Sharia in territorio italiano.

Riguardo al tentativo di intimidazione tramite il riferimento all'italianità, Kelany ha mantenuto tono fermo e dignitoso. "Non mi intimorisce il tono mellifluo ma minaccioso utilizzato contro di me", ha affermato, sottolineando invece di essere orgogliosa di avere avuto un padre egiziano e musulmano che, a differenza di Piccardo, ha abbracciato pienamente i valori costituzionali della Repubblica italiana. Parole che rivendicano con chiarezza l'adesione ai principi democratici e laici dello Stato italiano come elemento fondante dell'identità nazionale, indipendentemente dalle origini familiari.