La fabbrica Stellantis di Termoli continua a ridimensionare la propria forza lavoro. Con un nuovo accordo sottoscritto da azienda e sindacati – eccetto la Fiom – verranno avviate procedure di esodo incentivato che porteranno all'uscita di almeno 60 dipendenti entro il prossimo 31 dicembre. Si tratterà prevalentemente di lavoratori che hanno maturato o stanno per maturare i requisiti pensionistici. Per la Uilm Molise la misura rappresenta uno "strumento volontario" necessario per affrontare una fase complessa dello stabilimento, orientato alla responsabilità verso la struttura produttiva.
Ben diversa la posizione della Fiom territoriale, che ha deciso di non sottoscrivere l'intesa esprimendo forte contrarietà. Secondo Alfredo Fegatelli, segretario locale del sindacato, esiste una "contraddizione palese tra le prospettive produttive che sono state annunciate e il ricorso continuativo a nuove riduzioni occupazionali e strumenti di sostegno al reddito". Questa critica emerge in un momento delicato per lo stabilimento molisano, che soffre di una ridondanza organica significativa.
Paradossalmente, la gestione del sito stava dando segnali di movimento positivo. Era stato comunicato che a metà settembre partirà la produzione del cambio Edct, un progetto che dovrebbe ridimensionare sensibilmente la situazione degli esuberi, scendendo a quota 400 su un organico totale di 1.780 persone. Per realizzare questa transizione, Stellantis ha investito 41 milioni di euro: i macchinari saranno installati entro fine aprile, mentre i test di pre-produzione avrà luogo tra giugno e luglio. La direzione dello stabilimento ha inoltre confermato il mantenimento dei tre motori in produzione: il Gse FireFly, il V6 e il Gme.
Ma il quadro rimane complicato. Gli ultimi due motori soffrono di una domanda limitata a causa dei bassi volumi di vendita Maserati e delle tensioni tariffarie americane. Diversa la prospettiva del FireFly: potrebbe beneficiare della transizione normativa verso l'Euro 7 e, secondo indiscrezioni, potrebbe essere scelto da Opel per sostituire il Puretech, un propulsore che ha dato storicamente molti problemi al gruppo Stellantis. Nel periodo tra il 2019 e gennaio 2025, Psa – che divenne Stellantis dopo la fusione con Fca – ha dovuto gestire richiami massicci e aprire una piattaforma di indennizzi per chi aveva subito guasti nei primi dieci anni di utilizzo o entro i 180mila chilometri.
Termoli continua a portare il peso di scelte strutturali sofferte. Di recente è giunta la mazzata definitiva del progetto della gigafactory: il consorzio Acc, guidato da Stellantis in partnership con Mercedes e Total, ha annunciato che non procederà con la riconversione dell'impianto per la produzione di batterie, segnando un'altra delusione per il territorio molisano.