La Puglia si trova alle prese con una pesante crisi di bilancio nel settore sanitario. Un'analisi condotta durante un incontro avvenuto a Roma tra i vertici regionali e i ministeri competenti ha confermato l'esistenza di un deficit pari a 369 milioni di euro relativo all'esercizio 2025. Responsabile della situazione sarebbe principalmente la mobilità passiva, cioè la spesa sostenuta dalla Regione per curare i pazienti che decidono di rivolgersi a strutture sanitarie in altre aree geografiche. A questo si aggiungono l'incremento dei costi legati ai farmaci e le risorse destinate al personale del comparto sanitario, incluse le nuove assunzioni e gli adeguamenti contrattuali.

Davanti a cifre di questa entità, la giunta di Antonio Decaro sta valutando diverse strade per chiudere il bilancio. Nel ventaglio di opzioni compare anche la possibilità di interventi fiscali a carico della popolazione, sebbene l'amministrazione regionale preferisca evitare questo percorso. Tra le alternative in discussione figurano alcuni capitoli di entrata che potrebbero alleggerire il peso del deficit, ma secondo le valutazioni preliminari tali margini potrebbero rivelarsi insufficienti a colmare completamente lo squilibrio finanziario. La Regione cerca di contrappesare questo scenario facendo leva sui progressi nel campo dei servizi sanitari. I dati relativi al 2024 mostrerebbero il raggiungimento degli standard assistenziali e un consolidamento dei miglioramenti rispetto agli anni precedenti, sebbene tali risultati non possano da soli eliminare il peso dell'indebitamento accumulato.

La prospettiva di aumenti tributari ha acceso immediatamente i riflettori dell'opposizione. Paolo Pagliaro, membro di spicco di Fratelli d'Italia nel Consiglio regionale, ha affermato: "Se la giunta pensa di risolvere i guai finanziari accumulati in venti anni ricorrendo a nuove tasse, si inganna profondamente. Non permetteremo che i cittadini paghino per le inefficienze passate". Secondo Pagliaro, gli sprechi nella macchina amministrativa pugliese sarebbero ben documentati e rappresenterebbero il vero punto su cui intervenire. "Una seria operazione di razionalizzazione della spesa basterebbe da sola a risolvere il problema senza colpire le tasche dei contribuenti. Preferire l'aumento dei tributi significherebbe scegliere la strada più semplice e comoda, ma anche la più scorretta nei confronti dei cittadini".

Lo scontro politico ruota attorno a due visioni diverse. Da una parte c'è chi sostiene che risanare il bilancio attraverso scelte redistributive graverebbe ulteriormente su famiglie e imprese già sotto pressione economica. Dall'altra parte, la giunta regionale deve fare i conti con la necessità concreta di quadrare i numeri. La strada verso una soluzione passa probabilmente attraverso una combinazione di misure, ma il braccio di ferro tra maggioranza e opposizione promette di animare il dibattito politico pugliese nei prossimi mesi.