Steven Patrick Morrissey, nato a Davyhulme in un sobborgo operaio di Manchester nel 1959, ha realizzato uno dei suoi sogni più affezionati. Il 9 marzo scorso, durante un evento al Fabrique di Milano, il leggendario cantante britannico ha finalmente incontrato Rita Pavone, colei che ha rappresentato la sua icona musicale per oltre quarant'anni. Un incontro carico di significato per chi ha costruito la propria storia musicale partendo da una bambina italiana che cantava in una lingua che nemmeno comprendeva all'inizio.
La passione di Morrissey per Pavone risale all'infanzia. Da ragazzo a Manchester, mentre i suoi coetanei erano affascinati dai Beatles, lui rimase conquistato dal 45 giri di "Cuore", un brano che lo legò indissolubilmente alla cantante torinese. Non era una moda passeggera, bensì una devozione che ha attraversato indenne tutta la sua vita adulta. Addirittura, pochi mesi prima di questo incontro, Morrissey aveva manifestato pubblicamente il suo rammarico per non essere mai riuscito a incontrarla di persona. Durante il backstage milanese, il musicista ha consegnato a Pavone una copia della sua autobiografia con una dedica toccante: "mia musa".
La figura di Morrissey presenta una complessità affascinante. Prima di diventare icona del rock britannico, ambiva a fare lo scrittore. A ventitré anni pubblicò un saggio sulla band newyorkese dei New York Dolls, seguito due anni dopo da uno dedicato a James Dean. Solo successivamente, quando il compositore Johnny Marr bussò alla sua porta, la musica entrò nella sua vita quasi per caso, trasformando il corso della storia del rock. La collaborazione tra i due avrebbe generato i The Smiths, uno dei gruppi più influenti degli anni Ottanta.
La carriera di Morrissey è stata costellata di riconoscimenti e paradossi. Nel novembre 2017, il consiglio comunale di Los Angeles gli ha dedicato ufficialmente una giornata commemorativa, il Morrissey Day, un'ironia considerando il suo storico disprezzo verso l'establishment e le convenzioni sociali. La sua personalità è caratterizzata da molteplici contraddizioni che costituiscono quasi il nucleo della sua poetica: nazionalista eppure critico della Gran Bretagna, sostenitore di posizioni politiche controverse, vegano convinto ma noto per affermazioni polemiche. Nonostante questi aspetti divisivi, continua a mantere un seguito fedele tra la classe operaia, quella che lo ha sempre riconosciuto come proprio portavoce.
L'incontro di Milano rappresenta quindi un momento di chiusura di un cerchio durato quattro decenni. Per Morrissey, che ha sempre guardato il mondo con una certa superiorità critica, poter finalmente ringraziare personalmente la donna che lo ha ispirato sin dall'infanzia assume il carattere di un evento quasi spirituale. Rita Pavone, ormai anziana, ha avuto la possibilità di scoprire come una bambina che cantava negli anni Sessanta avesse segnato profondamente l'immaginario di uno dei musicisti più importanti della sua generazione, lasciandovi un'impronta indelebile.