Prosegue l'iter giudiziario sulla realizzazione di una strada nella zona del Belvedere, sulle pendici orientali del Monte Rosa. L'ex sindaco di Macugnaga Alessandro Bonacci, che ha ormai raggiunto gli 84 anni, si ritrova al centro di un procedimento per violazioni edilizie nel settore della viabilità. La prossima udienza è stata fissata per il 15 giugno davanti alla giudice Marianna Panattoni. L'uomo, difeso dall'avvocato Christian Ferretti, ha deciso di non avvalersi di riti alternativi e affronterà il processo in forma ordinaria.

I fatti risalgono alla fine di maggio 2023, quando la Guardia di Finanza ha individuato cantieri in corso in assenza delle necessarie autorizzazioni. Il tracciato interessato misura 551 metri, partendo dalla stazione della seggiovia del Belvedere e dirigendosi verso il rifugio Zamboni-Zappa, a quota 1.900 metri. Secondo l'accusa della procura di Verbania, i lavori sarebbero stati eseguiti senza la valutazione d'incidenza ambientale, requisito fondamentale considerato che l'area rientra in Rete Natura 2000, il network europeo di protezione naturalistica.

La difesa di Bonacci contesta questa interpretazione dei fatti. Secondo i legali dell'ex primo cittadino, non si trattava della creazione di un nuovo tracciato viario, bensì di interventi straordinari resisi necessari a causa dello stato di degrado della viabilità provocato dai movimenti del ghiacciaio nei mesi precedenti. L'allargamento del percorso, sostengono gli avvocati, era temporaneo e funzionale al trasporto dei macchinari indispensabili per effettuare i lavori di manutenzione e ripristino. Una delibera comunale del 18 maggio 2023 avrebbe formalmente autorizzato l'intervento, tuttavia la procura ritiene che questo documento sia stato falsificato e retrodatato.

Proprio su questa questione documentale, Bonacci dovrà comparire in tribunale ancora prima, il 5 maggio, per un ulteriore processo riguardante le accuse di depistaggio e frode processuale. Nel frattempo, altri quattro imputati coinvolti nella vicenda – il tecnico comunale Davide Martini, il direttore lavori Paolo Ferraris, e gli operai Mara Spagnoli e Massimo Frisa – hanno optato per il rito abbreviato. I loro procedimenti verranno stralciati e proseguiranno autonomamente, con la prossima seduta fissata per il 18 novembre.

Nell'udienza preliminare odierna, il Comune di Macugnaga ha ottenuto il riconoscimento di parte civile nel processo. Assente invece la Regione Piemonte, inizialmente indicata tra i soggetti danneggiati dalla vicenda. La complessità del caso risiede nel confronto tra le priorità della tutela ambientale e paesaggistica di un'area protetta d'eccellenza, e le esigenze concrete di manutenzione infrastrutturale in una zona ad altissima quota dove il ghiacciaio rappresenta una minaccia costante per la viabilità.