La vicenda dei cosiddetti "bambini del bosco" continua a generare forti reazioni nel panorama politico italiano. Matteo Salvini, che ricopre l'incarico di vicepremier e ministro delle Infrastrutture, ha comunicato l'imminente presentazione di una proposta legislativa elaborata dalla coalizione di governo. L'obiettivo dichiarato è quello di circoscrivere drasticamente i casi in cui è possibile allontanare minori dal nucleo familiare d'origine, riservando tale misura esclusivamente alle situazioni di pericolo grave e immediato.

Durante la sua partecipazione al programma televisivo Ore 14 su Rai 2, Salvini ha precisato i contorni dell'iniziativa normativa. Secondo quanto riferito dal leader leghista, qualora un minore venisse sottratto ai genitori, la decisione dovrà essere sottoposta preventivamente al vaglio di professionisti indipendenti. Il vicepremier ha inoltre rimarcato come il principio di fondo debba essere il mantenimento dei legami familiari, riservando la separazione soltanto alle ipotesi estreme. Nel suo intervento ha anche segnalato che contemporaneamente al Senato è in discussione un provvedimento specificamente dedicato alla protezione dei minori in affidamento.

Secondo i dati forniti da Salvini, il sistema italiano che si occupa di tutela minorile è di dimensioni considerevoli: circa trentamila ragazzi vivono attualmente in comunità residenziali, diciassettemila sono affidati a nuclei familiari diversi dai loro, e trecentoquarantacinquemila sono seguiti dai servizi sociali territoriali. Il vicepremier ha utilizzato questi numeri per sottolineare quella che definisce una "selva normativa e amministrativa" poco trasparente, esprimendo perplessità sulla gestione complessiva del settore.

Il caso che ha scatenato questo dibattito riguarda una famiglia che a partire dal 2021 risiedeva in condizioni di estrema povertà materiale in una cascina abbandonata nel territorio di Palmoli, completamente priva di servizi essenziali come acqua corrente, energia elettrica, riscaldamento e igiene. I tre figli della coppia non frequentavano istituti scolastici, non ricevevano cure mediche regolari e non avevano ricevuto alcuna vaccinazione. Nel settembre scorso la situazione ha raggiunto il culmine quando l'intera famiglia si è intossicata consumando funghi raccolti dal padre; il soccorso è stato fornito da un residente nelle vicinanze. Una volta giunti in ospedale, i genitori hanno opposto rifiuto a determinati trattamenti medici per i figli, episodio che ha generato segnalazioni alle competenti autorità.

L'inchiesta avviata da forze dell'ordine e servizi sociali ha portato alla sospensione della responsabilità genitoriale e al collocamento dei minori presso una struttura di accoglienza. La decisione del tribunale per i minorenni dell'Aquila ha sollevato critiche significative da parte dei rappresentanti del centrodestra, con la presidente del Consiglio che ha già comunicato l'avvio di ispezioni presso la sede giudiziaria aquilana. Anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha predisposto verifiche ispettive sulla gestione della vicenda.