Donald Trump ha espresso la convinzione che lo scontro militare con l'Iran volgera al termine in tempi brevi. In un'intervista rilasciata ad Axios, il presidente degli Stati Uniti ha sostenuto che la campagna di bombardamenti ha raggiunto ampiamente i suoi scopi, affermando che "praticamente non rimane nulla di significativo da colpire". Secondo le dichiarazioni di Trump, resterebbero soltanto "alcuni obiettivi minori sparsi qua e là", ma la decisione finale sulla conclusione delle ostilità rimane nelle sue mani.
Le tempistiche comunicate da Trump sarebbero addirittura più veloci rispetto alle previsioni iniziali. Il capo della Casa Bianca ha riferito che se originariamente il conflitto era stato stimato in circa sei settimane di durata, l'operazione militare procede "con largo anticipo rispetto al programma stabilito". Trump ha inoltre rivendicato che i danni inflitti al regime iraniano superano significativamente le aspettative iniziali, sottolineando l'efficacia della strategia militare statunitense.
Tuttavia, la valutazione del presidente contrasta con le previsioni provenienti da fonti ufficiali israeliane e americane. Secondo quanto riferito da funzionari di entrambi i paesi, le operazioni offensive dovrebbero proseguire per almeno altri quattordici giorni. L'ammiraglio Brad Cooper, responsabile del comando militare statunitense nel settore mediorientale, ha comunicato che gli attacchi continueranno con l'obiettivo di compromettere definitivamente la capacità dell'Iran di proiettare potenza attraverso lo stretto di Hormuz, una delle rotte marittime più critiche per il commercio globale.
Secondo Cooper, le forze armate statunitensi mantengono una superiorità schiacciante nel conflitto. La dichiarazione del comandante mette in evidenza come la potenza militare americana continui a crescere mentre quella iraniana si riduce progressivamente. Cooper ha inoltre evidenziato che gli attacchi iraniani effettuati con missili e droni hanno subito un calo drastico, indicatore della diminuita capacità offensiva di Teheran.
La divergenza tra le dichiarazioni del presidente Trump e i tempi comunicati dal comando militare statunitense riflette possibili differenze nelle valutazioni strategiche riguardo alla durata e alle modalità di conclusione dell'operazione in corso. Mentre Trump sembra suggerire una possibile de-escalation nel prossimo futuro, le autorità militari mantengono un approccio più prudente, pianificando ulteriori due settimane di interventi offensivi per consolidare i risultati conseguiti.