Crescono i dubbi sulle condizioni fisiche di Mojtaba Khamenei, il 56enne proclamato nuovo leader spirituale dell'Iran in seguito alla morte del padre durante gli attacchi israeliani e statunitensi dello scorso 28 febbraio. Secondo quanto riportato dalla CNN sulla base di fonti informate, il nuovo capo di Teheran avrebbe subito una frattura al piede durante il bombardamento che ha ucciso l'Ayatollah Ali Khamenei, sua moglie e altri cinque familiari. Alle lesioni ossee si aggiungerebbero un ematoma attorno all'occhio sinistro e piccole lacerazioni al viso.
Le informazioni sulla gravità delle ferite rimangono frammentarie e non ufficialmente confermate dalle autorità iraniane. Tuttavia, il silenzio di Mojtaba dalla sua nomina alimenta le speculazioni sullo stato di salute della nuova Guida Suprema. Yousef Pezeshkian, figlio del presidente Masoud Pezeshkian, ha fornito una parziale conferma dichiarando di avere notizie secondo cui Khamenei è rimasto ferito ma attualmente "al sicuro e in buone condizioni". Più dettagliato è stato l'ambasciatore iraniano a Cipro Alireza Salarian, che ha ammesso lesioni alle gambe, un braccio e una mano, sottolineando l'incapacità del leader di sostenere apparizioni pubbliche in forma di discorsi.
La successione di Mojtaba rappresenta un momento di frattura nella tradizione istituzionale iraniana. La Repubblica islamica, fondata dalla rivoluzione del 1979, ha sempre contemplato che la Guida Suprema venisse eletta per qualità spirituali e politiche riconosciute dall'Assemblea degli Esperti, non per eredità familiare. La nomina del figlio dell'ayatollah defunto ha quindi assunto i contorni di una vera e propria monarchia religiosa, generando perplessità tra gli osservatori internazionali e persino all'interno delle istituzioni iraniane.
Prima di questa designazione, Mojtaba operava dietro le quinte come figura influente nell'ufficio paterno, un ruolo che lo aveva reso noto negli ambienti diplomatici come "il potere nascosto" dietro le decisioni della Guida Suprema. La sua assenza dalle scene pubbliche, tuttavia, era già una caratteristica distintiva: raramente si era mostrato durante i suoi lunghi anni in posizioni di influenza informale. Due anni fa, un membro dell'Assemblea degli Esperti aveva persino sostenuto che lo stesso Ali Khamenei fosse contrario a una candidatura futura del figlio alla leadership suprema, rendendo l'accaduto ancora più inaspettato.
Ad oggi, la nuova Guida rimane una figura enigmatica per la popolazione iraniana e per la comunità internazionale. L'assenza di apparizioni pubbliche, che potrebbe essere motivata dalle ferite riportate oppure da considerazioni politiche più ampie, non aiuta a dissipare l'incertezza sui veri dettagli della successione e sullo stato attuale del regime di Teheran in questa fase cruciale.