Papa Leone ha accolto in udienza privata il cardinale Dominique Joseph Mathieu, arcivescovo cattolico di Teheran-Ispahan, nel corso di un incontro che rappresenta un momento significativo per la comunità cristiana iraniana. L'ecclesiastico è tornato a Roma dopo aver concluso il suo incarico in Iran, un epilogo che porta con sé implicazioni delicate sul ruolo della Chiesa cattolica nel Paese mediorientale.
La partenza di Mathieu dall'Iran non è stata una scelta volontaria, bensì il risultato di circostanze che lo hanno costretto ad abbandonare il suo incarico pastorale insieme al personale della rappresentanza diplomatica italiana operante nella capitale iraniana. Un'uscita di scena che ha destato attenzione negli ambienti vaticani e internazionali, evidenziando le tensioni che caratterizzano la posizione delle minoranze religiose in territorio iraniano.
All'arrivo in Italia, il cardinale non ha nascosto l'amarezza legata alla sua partenza prematura. In dichiarazioni rilasciate ai giornalisti, Mathieu ha sottolineato di aver lasciato Teheran «non senza rammarico e profondo dolore», esprimendo una particolare preoccupazione per i credenti rimasti in Iran che continueranno la loro vita nella comunità cattolica locale. Le sue parole risuonano come un appello silenzioso alla comunità internazionale affinché non dimentichi le sfide quotidiane affrontate dai cattolici nel Paese.
L'incontro con il Pontefice costituisce un momento di confronto diretto sulla situazione dei cattolici iraniani e sulle prospettive future della presenza ecclesiastica in quella regione. Papa Leone ha voluto ribadire così l'attenzione della Santa Sede verso le comunità cristiane operanti in contesti difficili, sottolineando l'importanza pastorale e diplomatica di mantenere aperti i canali di dialogo anche nelle situazioni più complesse.