La nazionale di calcio dell'Iran ha ufficialmente comunicato l'intenzione di non partecipare alla Coppa del Mondo 2026, prevista negli Stati Uniti, Messico e Canada dal 11 giugno al 18 luglio. L'annuncio arriva dal ministro dello sport iraniano Ahmad Donyamali, che ha motivato la decisione con il conflitto militare in corso tra Teheran e Washington. Secondo quanto dichiarato in una trasmissione televisiva, il governo iraniano ritiene insostenibile mandare una rappresentativa nazionale in territorio americano nelle attuali circostanze geopolitiche.

Il contesto politico-militare che ha portato a questa scelta è drammatico. Tra il 28 febbraio e i giorni successivi, gli Stati Uniti e Israele hanno condotto una serie di attacchi aerei contro l'Iran durante i quali è rimasto ucciso Ayatollah Ali Khamenei, leader supremo della nazione. Donyamali ha sottolineato come il governo americano non abbia offerto condizioni diplomatiche che consentissero una partecipazione normale. "Non possiamo mandare la nostra squadra in queste circostanze," ha precisato, aggiungendo che negli ultimi mesi diverse migliaia di cittadini iraniani hanno perso la vita a causa dei conflitti in corso.

Mehdi Taj, presidente della Federazione calcistica iraniana, ha rafforzato questa posizione riferendosi anche a episodi recenti che hanno riguardato la squadra femminile durante la Coppa d'Asia in Australia. In quella occasione, sei giocatrici hanno scelto di rimanere in Australia dopo aver ottenuto visti umanitari dalle autorità locali, un evento che ha alimentato le tensioni. "Come potremmo mandare la nazionale in uno Stato che utilizza lo sport come arena politica?" ha dichiarato Taj, alludendo al ruolo degli americani nella questione australiana.

La Fifa dal canto suo non sembra intenzionata ad accettare questa assenza. Il presidente Gianni Infantino ha diffuso un messaggio su X in cui comunica di aver ricevuto assicurazioni dal presidente americano Donald Trump: la nazionale iraniana rimane ufficialmente benvenuta al torneo, indipendentemente dalle tensioni diplomatiche. Trump ha enfatizzato come lo sport debba restare separato dalla politica internazionale. Tuttavia, resta da vedere se questa apertura americana cambierà la posizione di Teheran.

L'Iran si era regolarmente qualificato alla fase finale e avrebbe dovuto affrontare Belgio, Egitto e Nuova Zelanda nel girone, con le partite programmate in città americane. L'eventuale assenza comporterebbe riorganizzazioni nel calendario e potrebbe influire sul format della competizione mondiale. La questione resta in sospeso, in attesa di sviluppi nelle relazioni tra i due paesi e di una possibile riconsiderazione da parte delle autorità sportive iraniane.