Un acceso scambio tra Antonio Tajani e un gruppo di cronisti si è consumato davanti a Palazzo Madama, dove il vicepresidente del Consiglio e presidente di Forza Italia si è rifiutato di commentare le controverse affermazioni della sua capo di gabinetto, Giusi Bartolozzi, la quale lavora con il ministro della Giustizia Carlo Nordio.

I giornalisti tentavano di ottenere chiarimenti su quanto dichiarato da Bartolozzi, in particolare su una frase che aveva destato preoccupazione. Tajani, invece di affrontare la questione direttamente, ha reindirizzato l'attenzione della stampa verso una vicenda differente, quella riguardante il magistrato Nicola Gratteri, sostenendo che i cronisti avrebbero dovuto approfondire quella storia invece di pressarlo sulla sua collaboratrice.

«Mi dovreste domandare del caso Gratteri» ha dichiarato il ministro agli assembrati, aggiungendo che certe espressioni sentite gli causavano «paura». Quando i cronisti hanno insistito per ottenere una risposta diretta, Tajani ha replicato con tono provocatorio: «Ma perché non mi rispondete su Gratteri?» Un giornalista ha allora sottolineato la differenza di ruoli: «Noi facciamo cronaca, il ministro è lei».

Tajani ha concluso l'alterco affermando di essere egli stesso un professionista dell'informazione, ribattendo: «Sono un giornalista anch'io» e aggiungendo ironicamente di fare domande ai cronisti proprio come loro fanno a lui. Lo scambio evidenzia la tensione tra il governo e la stampa su questioni che riguardano il ministero della Giustizia e le dinamiche interne all'esecutivo.