Una passeggiata ordinaria sulla spiaggia di Cabo San Lucas, nella Baja California messicana, si è trasformata in un avvenimento eccezionale quando due sorelle si sono imbattute in due pesci remo, le misteriose creature abissali conosciute come "pesci dell'Apocalisse". Anziché limitarsi a osservare lo straordinario spettacolo della natura, una delle due donne ha deciso di intervenire attivamente insieme ad altri bagnanti presenti sulla riva per ricondurre i pesci verso le acque profonde da cui provenivano.
I pesci remo, il cui nome scientifico è Regalecus glesne, rappresentano i pesci ossei più estesi del pianeta: i loro corpi filiformi e nastrifomi possono raggiungere lunghezze fino a nove metri. Caratterizzati da una colorazione argentata che sfuma in tonalità rossastre lungo la loro pinna dorsale, questi straordinari abitanti degli abissi vivono normalmente a profondità comprese tra i duecento e i mille metri, rendendo gli avvistamenti di esemplari vivi un evento di estrema rarità.
La scarsità di incontri con questa specie ha alimentato nei secoli numerose leggende e superstizioni attorno a questi enigmatici organismi. La cultura giapponese in particolare li considera "pesci del giorno del giudizio", associandoli a presagi funesti e a eventi catastrofici. Un esempio memorabile riguarda il devastante terremoto che colpì il Giappone nel 2011: secondo le cronache, nelle settimane precedenti il sisma furono rinvenuti circa venti esemplari di pesce remo arenati sulle coste giapponesi, alimentando così le leggende sulla loro natura profetica.
Questo recente episodio in Messico rappresenta dunque un'occasione rara per osservare dal vivo questi misteriosi abitatori delle profondità oceaniche, testimoniando ancora una volta come il nostro pianeta celi ancora molti segreti negli abissi marini.