L'anticiclone che ha garantito stabilità meteorologica negli ultimi quattordici giorni sta per indebolirsi. A partire da martedì 11 marzo, il sistema di alta pressione comincerà a cedere il passo a una nuova fase caratterizzata da maggiore variabilità, con l'arrivo di disturbi dal fronte atlantico che coinvolgeranno progressivamente il territorio nazionale da Nord a Sud.

Su che cosa contare nei dettagli. Un primo impulso perturbato, proveniente dalla Francia, porterà rovesci e temporali tra il Nord e il Centro Italia da mercoledì fino a venerdì, estendendosi successivamente alle regioni meridionali. La novità più significativa del fine settimana sarà l'arrivo di una seconda ondata di maltempo da sabato, quando un nuovo fronte atlantico entrerà in azione su tutto lo Stivale. Con questo cambio di circolazione torneranno anche le nevicate sui rilievi alpini, con accumuli attesi mediamente oltre i 1200-1400 metri di quota. Domenica il sistema perturbato scivolerà gradualmente verso il Nord Africa, interessando ancora in parte la Sardegna e il Sud peninsulare, in particolare la Sicilia e le aree ioniche.

Per quanto concerne le temperature, nonostante il peggioramento previsto, non bisogna attendersi il famigerato crollo termico. Anche nei giorni di maggiore instabilità, i valori rimarranno superiori alla media climatica per il periodo. Solo localmente al Nord si registreranno lievi diminuzioni nei massimi diurni nelle zone interessate dai fenomeni più intensi.

Lo scenario meteorologico per la seconda metà di marzo appare più dinamico e mutevole rispetto alle ultime due settimane. Secondo le simulazioni numeriche dei principali centri di previsione, dopo il passaggio di questi sistemi perturbati, l'anticiclone destinato finora a dominare l'Europa continuerà a indebolirsi e spostarsi verso nord. Questo processo metterà le condizioni ideali per il ritorno di una circolazione più atlantica sul Mediterraneo, con le depressioni oceaniche in grado di raggiungere nuovamente le latitudini europee. La conseguenza sarà un'alternanza di periodi instabili e più tranquilli, accompagnati da un graduale, seppur moderato, abbassamento dei termometri verso valori più consoni al periodo primaverile.