Una nuova stretta sulla sicurezza rischia di creare caos nelle comunità di appassionati di montagna. Il Decreto sicurezza in discussione al Senato introdurrebbe il divieto assoluto di portare coltelli pieghevoli con lama superiore a cinque centimetri, dotati di meccanismo di blocco e punta acuta. Una misura che colpisce direttamente strumenti da sempre considerati indispensabili da escursionisti e fungaioli, come i modelli più grandi dei celebri coltellini svizzeri.

La protesta più decisa arriva dal mondo dell'alpinismo. Carlo Alberto Zanella, presidente del Club Alpino Italiano sezione Alto Adige, non nasconde lo sconcerto: "Ancora una volta si legifera senza competenza e senza ascoltare chi conosce veramente questi ambienti". Secondo il dirigente del Cai, la misura rappresenta "un'assurdità" perché questi coltelli non sono semplici accessori, ma potenziali salvavita. Zanella elenca una serie di situazioni concrete: recidere un laccio in emergenza, intervenire dopo il morso di una vipera, liberare animali rimasti intrappolati in recinzioni elettriche dei pascoli. Non da ultimo, sono fondamentali per raccogliere funghi correttamente, recidendoli alla base senza danneggiare il micelio sotterraneo che ne garantisce la ricrescita.

L'avvocato Nicola Canestrini, esperto di diritto penale, tenta di tranquillizzare pur evidenziando il problema di fondo. "Tecnicamente, un escursionista potrebbe invocare il giustificato motivo e ottenere l'archiviazione, perché il porto del coltello in montagna rappresenterebbe un fatto penalmente insignificante", spiega. Tuttavia, aggiunge il legale, il percorso sarebbe comunque doloroso: "Denuncia, iscrizione nel registro degli indagati, spese legali, tempo perso e frustrazione crescente nei confronti della giustizia". Per Canestrini si tratta del classico "populismo penale", dove le scelte legislative seguono i titoli dei giornali piuttosto che risolvere veri problemi di sicurezza.

Zanella non contesta l'utilità di limitazioni nei contesti scolastici, ma sottolinea come il legislatore tenda sistematicamente a esagerare. Cita l'esempio dell'obbligo di portare pala e Arva anche per escursioni con ciaspole in condizioni meteo tranquille: una prescrizione che definisce "semplicemente ridicola" ma che tecnicamente potrebbe portare a multe. Il Cai Alto Adige ora punta a una modifica del testo durante l'iter parlamentare al Senato. Il senatore della Svp Meinhard Durnwalder ha già annunciato di voler presentare un intervento in tal senso, sperando di introdurre le dovute eccezioni per chi pratica attività in montagna.