Nel corso degli ultimi giorni, le forze armate israeliane hanno escalato gli attacchi contro le sedi meridionali di Beirut di Al-Qard Al-Hassan, un istituto di credito parallelo al sistema bancario ufficiale libanese. Secondo le accuse mosse da Gerusalemme, questa struttura finanziaria funziona principalmente per alimentare le risorse economiche della milizia sciita Hezbollah, proxy iraniano che rappresenta uno dei fronti più significativi del conflitto in corso. Se i colpi infitti alla leadership militare e alle infrastrutture della formazione armata rimangono i più visibili, gli esperti analizzano come la guerra stia colpendo anche l'intera rete di istituzioni economiche e sociali che la sostengono sul territorio libanese.
Al-Qard Al-Hassan è stata fondata nel 1983 e vive sotto il peso delle sanzioni americane applicate dal 2007. Il suo nome in arabo significa letteralmente "prestito benevolo" e la sua esistenza si muove su un duplice binario tutt'altro che univoco. Da una parte, in un Libano travolto da una crisi economica sistemica che perdura da anni, l'istituto fornisce prestiti a tasso zero alle fasce più vulnerabili della popolazione, in linea con i principi della finanza islamica che vietano il "riba", ossia l'usura e qualsiasi forma di interesse sui crediti. Dall'altra, le autorità israeliane e occidentali la accusano di costituire un canale di trasferimento di risorse verso la milizia sciita.
Secondo le dichiarazioni ufficiali, Al-Qard Al-Hassan mira a colmare il vuoto lasciato dai sistemi finanziari convenzionali, affermando che due miliardi di persone in ambito musulmano mancano di accesso a strumenti di credito accessibili e veramente svincolati dalla ricerca del profitto. L'organizzazione sostiene di operare come alternativa pratica e conforme alla Sharia, rivendicando di aver distribuito circa 4,3 miliardi di dollari in prestiti dalla sua fondazione. In questa logica, la quasi-banca funzionerebbe come circuito parallelo a quello del sistema bancario libanese ufficiale, ormai collassato e incapace di servire la popolazione.
La strategia israeliana di colpire Al-Qard Al-Hassan rientra in una più ampia campagna volta a recidere i canali di finanziamento di Hezbollah. Danneggiando questa struttura economica, Gerusalemme intende indebolire la capacità della milizia di mantenere il suo controllo territoriale e la sua influenza sociale sul Libano, colpendo non solo l'aspetto militare ma anche le fondamenta economiche e sociali che la sostengono. Il duplice ruolo dell'istituto rimane comunque oggetto di intenso dibattito internazionale: mentre alcuni lo vedono come strumento di carità e supporto sociale, altri lo considerano parte integrante dell'apparato di finanziamento di una formazione designata come terroristica da numerosi paesi occidentali.