La capacità offensiva dell'Iran si sta esaurendo rapidamente nei giorni successivi all'avvio dell'operazione Epic Fury. Secondo l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centcom americano, la frequenza e l'intensità degli attacchi con sistemi balistici e veicoli aerei senza pilota dal territorio iraniano hanno subìto una contrazione significativa già nelle prime 24 ore del conflitto. Questo dato rappresenta un cambio di paradigma nella dinamica dello scontro in corso nel Medio Oriente.

Le campagne di bombardamento coordinate da Stati Uniti e Israele hanno inferto colpi notevoli all'infrastruttura militare di Teheran. Numerose piattaforme di lancio per missili sono state individuate e neutralizzate, compromettendo la capacità del regime di mantenere un ritmo operativo sostenuto. Di fronte a questa erosione delle capacità, l'Iran sta adottando una tattica di contenimento delle risorse, razionando i sistemi d'arma disponibili e distribuendo gli attacchi nel tempo piuttosto che concentrarli in ondate massive.

Secondo il capo del Centcom, la bilancia della forza combattente si sta spostando chiaramente a favore dell'alleanza occidentale. Mentre gli arsenali sotterranei iraniani vengono gradualmente depauperati dalle perdite e dalle operazioni di interdizione, gli Stati Uniti continuano a schierare rinforzi e mantenere una superiorità militare incontrastata. La strategia decentralizzata messa in atto da Teheran rappresenta dunque una mossa difensiva, un tentativo di guadagnare tempo in una contienda dove il vantaggio numerico e tecnologico pende decisamente dalla parte occidentale.

Il regime degli Ayatollah non ha ceduto e continua a testare, seppure con minore intensità, le difese aeree di Israele e dei paesi alleati della regione. Tuttavia, la transizione da attacchi coordinati e massicci a azioni più saltuarie e parsimoniose suggerisce che Teheran sta cercando soprattutto di prolungare il conflitto piuttosto che di prevalere su di esso. La guerra di attrito che ne sta derivando presenta i contorni di una lunga battaglia di logoramento dove le risorse finite dell'Iran giocheranno un ruolo cruciale nell'evoluzione degli eventi.