La tensione nel Golfo Persico raggiunge livelli critici nel dodicesimo giorno dello scontro bellico che vede coinvolti gli Stati Uniti, Israele e l'Iran. Teheran ha lanciato un'offensiva su larga scala colpendo infrastrutture americane in Medio Oriente e posizioni israeliane, mentre contemporaneamente avrebbe posizionato una dozzina di ordigni esplosivi nello Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo strategico da cui transita buona parte del petrolio mondiale. Il canale televisivo israeliano 12 ha segnalato diversi feriti negli attacchi iraniani nei pressi di Tel Aviv, mentre il ministero della Difesa saudita riferisce di aver intercettato sette missili balistici sparati da Teheran. Le esplosioni hanno colpito anche Beirut, dove Israele ha bombardato la periferia meridionale, tradizionale roccaforte di Hezbollah.

La situazione si aggrava ulteriormente sul fronte energetico. Le autorità iraniane hanno lanciato chiari avvertimenti sui mercati globali, invitando il mondo a prepararsi a quotazioni del greggio intorno ai 200 dollari al barile. Una minaccia dalle implicazioni devastanti considerando che i soli primi dieci giorni di conflitto hanno già generato rincari energetici costati circa 3 miliardi all'Europa. Il Pentagono ha dichiarato di aver neutralizzato sedici navi posamine iraniane nei pressi dello Stretto, tuttavia le attività di minamento proseguono rappresentando una minaccia concreta al traffico navale internazionale. Il presidente Trump ha minacciato Teheran di gravi conseguenze militari qualora confermasse il posizionamento di ordigni esplosivi.

Sul versante umano, il bilancio cresce quotidianamente. Gli Stati Uniti registrano finora sette militari uccisi in Kuwait e Arabia Saudita, mentre circa 140 soldati americani hanno riportato ferite dall'inizio del conflitto, con otto che mantengono condizioni gravi. Dal lato iraniano, fonti della Cnn riferiscono di Mojtaba Khamenei, figlio della Guida Suprema e nuovo leader dell'establishment di Teheran, che avrebbe subito una frattura, sebbene le autorità assicurino sulle sue condizioni. Nella notte tra martedì e mercoledì la capitale iraniana è stata scossa da ulteriori esplosioni nel settore nord-occidentale.

Il conflitto ha travolto anche il Libano, dove Hezbollah ha trascinato il Paese nella guerra regionale lanciando missili contro Israele dal 2 marzo scorso. Il governo libanese riporta quasi 760mila sfollati e quasi 500 vittime. A Londra, il primo ministro britannico Starmer ha contattato i colleghi europei Meloni e Merz per coordinare strategie di protezione dei natanti nello Stretto, mentre i servizi di intelligence americana avevano già avvertito della preparazione iraniana al dispiegamento di mine. Nel frattempo, l'Unione Europea accelera sulla transizione energetica e il Green Deal, con von der Leyen che ammette come errore storico l'abbandono della spinta nucleare.