Clima di tensione alle Paralimpiadi di Milano-Cortina nel corso delle gare di sci di fondo disputate a Tesero, in Val di Fiemme. Gli atleti russi Ivan Golubkov e Anastasiia Bagiian hanno ottenuto rispettivamente l'oro nella 10 km sitting maschile e nella 10 km visual impaired femminile, ma i loro successi hanno generato reazioni di protesta da parte dei competitori provenienti da altre nazioni europee.

La delegazione tedesca ha messo in atto una serie di gesti simbolici di disapprovazione durante la cerimonia di premiazione di ieri. Gli atleti di Berlino hanno rifiutato di posare per le fotografie ufficiali insieme ai vincitori russi, li hanno evitati durante i protocolli di rito al podio e, nel momento cruciale dell'esecuzione dell'inno russo, hanno mantenuto volutamente i loro cappelli in testa, violando così la consuetudine internazionale che prevede di scoprirsi il capo durante gli inni nazionali.

Identico comportamento si è ripetuto nella giornata odierna da parte della Repubblica Ceca. La coppia ceca composta da Simona Bubenickova e dalla guida David Srutek, che ha conquistato la medaglia d'argento nella 10 km visual impaired femminile alle spalle di Bagiian, ha deliberatamente mantenuto il cappello durante la cerimonia, rifiutando inoltre i tradizionali saluti post-premiazione. La scelta rappresenta un ulteriore capitolo della posizione critica della Repubblica Ceca nei confronti della partecipazione russa ai Giochi Paralimpici: il paese aveva già boicottato parzialmente la cerimonia di Verona in segno di protesta contro il reinserimento della Federazione Russa tra i partecipanti alle competizioni internazionali.

Questi episodi si inseriscono in un più ampio contesto di tensioni geopolitiche che contraddistinguono l'edizione paralimpica 2026. Oltre alla Germania e alla Repubblica Ceca, diversi paesi europei hanno manifestato il loro dissenso nei confronti della partecipazione russa agli eventi sportivi, tra cui Ucraina, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia e Paesi Bassi. Le proteste si concretizzano attraverso modalità diverse: dal boicottaggio delle cerimonie all'adozione di gesti simbolici durante i momenti protocollari, evidenziando come le dinamiche politiche internazionali continuino a permeare anche la sfera dello sport paralimpico.