Un video falso che ritrae la deputata Debora Serracchiani mentre esprime un voto opposto alle sue reali posizioni ha riacceso l'allarme sulla disinformazione digitale nel pieno della campagna elettorale. L'episodio è stato denunciato da Figec Cisal, organizzazione sindacale che rappresenta i professionisti dell'informazione, evidenziando come il deliberato stravolgimento della realtà attraverso strumenti tecnologici rappresenti una minaccia crescente per l'integrità del dibattito pubblico.

Secondo il sindacato, il caso incarna perfettamente il fenomeno della disinformazione di massa, che richiede una risposta immediata soprattutto da chi ha la responsabilità professionale di garantire corretti standard informativi. Carlo Parisi, segretario generale di Figec Cisal, e Andrea Bulgarelli, coordinatore regionale per il Friuli Venezia Giulia e delegato alle questioni legate all'intelligenza artificiale, hanno sottolineato come l'utilizzo senza freni dell'IA continui a produrre vittime e episodi sempre più sofisticati di manipolazione mediatica.

L'organizzazione ha ribadito la necessità di istituire un quadro normativo completo che coinvolga sviluppatori, proprietari di piattaforme, gestori di servizi e utenti finali. La richiesta trova sponda nella Carta di Trieste sull'Intelligenza artificiale, precedentemente adottata dal sindacato quale base per promuovere regolamentazioni più rigorose nel settore.

Per Figec Cisal, le piattaforme social e i siti web che diffondono contenuti diffamatori e disinformazione devono essere sottoposti a sanzioni concrete. L'organizzazione sostiene che servano regole specifiche dedicate al comparto dei media digitali, della comunicazione e dell'informazione tradizionale, con l'obiettivo di proteggere i cittadini mantenendo al contempo il rispetto della dignità personale, dei principi etici e della libertà di pensiero individuale.