L'Italia possiede finalmente il suo successore moderno di Lawrence d'Arabia. Si chiama Luigi Di Maio e rappresenta ufficialmente l'Unione Europea presso il Golfo Persico con un compenso mensile di 15mila euro, con la prospettiva di una promozione futura come coordinatore speciale dell'Onu per i negoziati di pace in Medio Oriente, che comporterebbe uno stipendio di 22mila euro al mese. Tuttavia, la sua attività rimane avvolta nel mistero, tanto da far sembrare il diplomatico disperso fra i deserti del Medio Oriente.
Da diversi mesi non si registrano informazioni concrete sulle sue mosse negoziali o sugli incontri istituzionali. I soli indizi della sua presenza operativa provengono dai messaggi pubblicati sul social network X, frequenti e formali, che documentano partecipazioni a videoconferenze con leader regionali e rappresentanti delle istituzioni europee. L'ultimo comunicato risale a lunedì 9 marzo, dove ha condiviso la sua partecipazione a una riunione virtuale con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen dedicata ai dialoghi con i governi mediorientali.
Tra i messaggi più significativi figura quello trasmesso il 18 febbraio, quando ha inoltrato gli auguri ufficiali di buon Ramadan ai paesi del Golfo e ai musulmani in generale. Un gesto protocollare che, sebbene appropriato dal punto di vista diplomatico, rappresenta il tipo di comunicazione per cui l'Ue remunera mensilmente il suo inviato speciale.
L'ironia della situazione risiede nel contrasto tra i compensi versati e la visibilità delle azioni concrete. I cittadini europei finanziano una posizione che appare principalmente occupata da messaggi formali e partecipazioni a call conference, mentre la situazione geopolitica nel Golfo rimane complessa e instabile. La tensione tra le potenze regionali, le dinamiche commerciali e gli equilibri di sicurezza del Mediterraneo richiederebbero, secondo gli osservatori, una diplomazia più sostanziale e visibile.
Rimane aperta la questione circa l'effettiva efficacia di questa nomina nel perseguire gli obiettivi dichiarati di stabilizzazione della regione e prevenzione dei conflitti. Intanto, Di Maio continua a operare dal silenzio, comunicando sporadicamente attraverso messaggi di circostanza che alimentano più domande che risposte sulla natura effettiva del suo operato.