Nella seduta di Aula alla Camera dedicata alla situazione geopolitica in Iran e alle prossime decisioni del Consiglio Europeo, si è riaccesa la tensione tra maggioranza e opposizione sugli orientamenti internazionali del governo Meloni. Il tema centrale del confronto riguardava il posizionamento dell'esecutivo rispetto al diritto internazionale e alle posizioni di Donald Trump e Benjamin Netanyahu.

Diversi esponenti delle forze di opposizione hanno insistito su questa domanda: il governo intende schierarsi dalla parte del diritto internazionale oppure seguire la linea statunitense e israeliana? Una questione sollevata ripetutamente durante i vari interventi parlamentari della giornata. A questa pressione politica ha risposto Augusta Montaruli, deputata di Fratelli d'Italia, utilizzando una strategia comunicativa basata sulla ripetizione di uno slogan.

Montaruli ha replicato inversando il quesito: "Da che parte stiamo della storia? Dalla parte dell'Italia. E voi ripetete con me: da che parte siamo posizionate nello scacchiere internazionale? Dalla parte dell'Italia, ostinatamente dalla parte dell'Italia". La parlamentare ha concluso il suo intervento affermando che l'opposizione non riesce nemmeno a pronunciare questa affermazione. Il metodo scelto mira a spostare il focus dal merito delle politiche estere alla semplice affermazione di una lealtà nazionale.

Questa non è la prima volta che Montaruli ricorre a tecniche comunicative di questo genere. In passato, durante una trasmissione televisiva, aveva ripetuto il verso "bau" decine di volte accompagnandolo con il gesto della mano che simulava l'abbaiare di un cane. All'epoca, la deputata spiegò la sua reazione come risposta a un esponente del Partito Democratico che le aveva ricordato una condanna definitiva per peculato, relativa alla spesa di denaro pubblico per acquisti senza alcuna attinenza con le funzioni politiche.

L'episodio di oggi riflette le crescenti divergenze sul posizionamento internazionale dell'Italia, con l'opposizione che continua a interrogare l'esecutivo sulla sua fedeltà ai principi del diritto internazionale rispetto agli allineamenti con Washington e Tel Aviv, mentre la maggioranza preferisce enfatizzare l'interesse nazionale italiano senza entrare nel dettaglio delle critiche mosse.